il presidente del Grassina Zepponi (foto Ilario Baracchi)

GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Un bilancio di metà stagione, pur nell’attuale momento difficile dal punto di vista sanitario, da parte del presidente del Grassina Tommaso Zepponi, in relazione al rapporto di collaborazione sempre più stretto portato avanti con Belmonte e Floria.

E’ quello che il numero uno rossoverde ha affidato a una lettera aperta pubblicata sui social del suo club: “Come molti già sanno – scrive – da qualche mese a questa parte Grassina, Floria e Belmonte, seppur ognuna con le proprie squadre, ognuna coi suoi staff, impianti e statuti societari, hanno intrapreso un cammino insieme, una fitta cooperazione indirizzata sì ad un percorso di crescita tecnica dei nostri ragazzi, ma ben cementificata su un mantra incontrovertibile: il calcio è ‘di’ tutti, ed è ‘per’ tutti, a prescindere dalle doti di ognuno. Guai se lo sport in generale e realtà come le nostre perdessero di vista la natura sociale della missione da portare avanti”.

“Perchè se “l’arrivare” a certi livelli fa parte dei sogni del ragazzino che mette le scarpette per la prima volta – prosegue – garantire il divertimento di tutti, e in primis di chi non arriverà mai sui palcoscenici sperati, è il sacrosanto dovere di chiunque si adopera nelle nostre società, dai magazzinieri fino ai presidenti. E su questo punto non posso che essere soddisfatto della strada percorsa insieme fino ad oggi con gli altri due sodalizi, perchè siamo riusciti a tenere fede a quanto ci proponemmo fin dal primo giorno in cui ci sedemmo attorno ad un tavolo per gettare le basi del nostro progetto”.

“Sono d’accordo col presidente Guidotti – va avanti – che in una recente intervista ha giustamente sottolineato che è un po’ troppo prematuro per spingerci in un bilancio tecnico, che saremo in grado di fare solo alla fine di questa stagione, quando avremo in mano maggiori elementi per valutare la crescita dei nostri ragazzi. Solo allora saremo in grado di associare ognuno ad una delle nostre realtà a lui più consona, ma mi preme sottolineare che lo faremo consapevoli che se qualcuno avrà i requisiti per militare nelle categorie più ‘nobili’, tutti quanti, e sottolineo tutti, senza distinzione di età e bagaglio tecnico, avranno l’opportunità di continuare a coltivare i propri sogni restando a far parte della nostra famiglia”.

“Il momento lo conosciamo – conclude – Lo scotto è tanto, i danni inquantificabili in ogni settore della vita di ogni giorno.
E anche lo sport paga dazio per gli strascichi di mesi e mesi di affanni. Ma l’attività sportiva è il porto sicuro dei nostri ragazzi, lo scudo più efficace per ripararsi da un malessere sociale sempre più diffuso, segnato dall’abbandono da parte di molti e dall’impossibilità di tante famiglie di sostenere le spese necessarie. Noi stiamo facendo il massimo, ed è per questo che confidiamo nel fatto che anche le istituzioni a tutti i livelli facciano altrettanto, venendoci incontro e sostenendoci per quanto possibile proprio in virtù di quella nostra missione sociale che non vorremmo mai accantonare”.

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