C’è da far capire a Chiesa (ma soprattutto al padre) che la Juventus non può essere la soluzione

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Non scrivo da un pezzo perché non c’è molto da dire.

Non ho l’obbligo per fortuna di riempire giornali quotidianamente facendo articoli sui silenzi di Chiesa, sui bronci di Chiesa, sui cambiamenti del meteo che incidono sull’umore di Chiesa.

E sempre per fortuna, non mi metto neppure a leggerli.

La situazione è molto chiara e io voglio esprimere un mio parere, dopo essermi fatto un’idea piuttosto chiara della situazione.

Federico Chiesa è ancora un ragazzo, suo padre è un uomo che ha vissuto il calcio con grande profitto e che gli cura gli interessi. Un po’ come Wanda Nara insomma, nessuna legge glielo impedisce.

Enrico è convinto da mesi che l’unica squadra in grado di valorizzare il figlio, in grado di fare calcio, in grado di far svoltare la carriera del suo ragazzo sia la Juventus.

E da buon genovese, avendo anche una particolare attenzione al profilo economico ha altresì la certezza che i migliori introiti si possano raccogliere sempre e solo lì.

Non è Federico quindi il nodo cruciale, quindi. Lui giustamente si fida e spinge finché può verso quella direzione, ma senza esporsi minimamente.

C’è una cosa che però credo si stia ampiamente sottovalutando a livello cittadino. Come al solito un livello ahimè molto miope e mentalmente “stuprato” da 17 anni di pura fuffa che oramai ha oscurato le logiche della maggior parte dei tifosi.

È vero che vendendo Chiesa la Fiorentina avrebbe a disposizione un bel po’ di denaro e un nuovo DS pronto ad investirlo al meglio.

Ed è altrettanto vero che senza quegli introiti potremo spendere poco, per i paletti imposti dal Fair Play Finanziario (poco ma non pochissimo eh, sia chiaro).

Ma è arrivata anche l’ora di smetterla di cedere i nostri migliori calciatori alla Juventus.

Non mi fido di quel che leggo, in questi ultimi tre anni mi è toccato sopportare di tutto.

Mercati giudicati sempre ampiamente sufficienti, operazioni nebulose mai approfondite, scelte inspiegabili mai giustificate dall’esperto di turno. Quindi la credibilità mediatica fiorentina per me è allo zero termico.

Non mi fido quindi neppure di tutti quelli che scrivono con fiera certezza da 40 giorni che Chiesa sbuffa o che frigna o che vuole andare solo alla Juventus.

Se è così lo sapremo presto, una dichiarazione ufficiale di una delle parti in causa prima o poi ci sarà. E a quel punto trarremo le dovute conclusioni. Farlo prima è da sciocchi.

E soprattutto, continuare a ribadire sui social, alle radio, alle tv che ora con la nuova proprietà non abbiamo più paura di vendere ma che saremo certi che ci sarà un reinvestimento è una cosa che non mi trova affatto concorde.

Chiesa se rimane un anno con Montella, con un buon attaccante di fianco, potrebbe essere in grado di segnare almeno una decina di gol e di ridare fascino ad una piazza ridotta ad un parcheggio scambiatore.

Potrebbe quindi aumentare ulteriormente di valore, oltre che garantirsi un campionato da titolare e di conseguenza un Europeo da protagonista.

Potrebbe non essere così vantaggioso vendere i nostri migliori calciatori dopo una stagione così negativa.

Un calciatore ha due scelte da fare: o rimane o chiede la cessione.

Un calciatore che ha ancora tre anni di contratto nella seconda ipotesi può anche non ricevere l’ok della società che ha investito e creduto in lui.

È un diritto della società che lui deve rispettare a da professionista accettare. Chi gli cura gli interessi non può fottersene.

Un calciatore non può chiedere la cessione ad una squadra precisa, sarà la società a valutare le offerte che gli arrivano sul tavolo ed a concludere la cessione. Lui può solo approvarla o rifiutarla. Vogliamo andare avanti tre anni così? Non penso.

Troveremo una soluzione e lui capirà che la Juve non potrà esserlo. Il problema sarà farlo capire al padre.

Dario Del Gobbo

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