No, non parliamo di squadre chiantigiane stavolta. Neanche di storie di sport del nostro territorio.

Parliamo di noi, delle nostre emozioni, di quel momento in cui sentivi il boato alla radio. “Intervengo da…”, e cercavi di interpretare (dal volume delle urla) chi aveva segnato.

Oggi, 10 gennaio 2020, compie 60 anni “Tutto il calcio minuto per minuto”. Una trasmissione-icona, che ha resistito ai tempi, alle mode, alle rivoluzioni tecnologiche.

Del resto la radio (via etere) è un mezzo che, ancora oggi, riesce ancora ad ergersi su tutto quello che è invece universo digitale.

Le emozioni che le voci di “Tutto il calcio minuto per minuto”, da Alfredo Provenzali a Sandro Ciotti a Enrico Ameri; da Riccardo Cucchi fino alla “nostra” (nel senso di fiorentina) Sara Meini, riuscivano (e riescono) a trasmettere, hanno a che fare con la magia del pallone.

L’immaginare un’azione dalla descrizione concitata fatta al microfono mentre la stessa si svolge.

I rumori di fondo. I “rimbalzi” da un campo all’altro. Il sussultare per gli interventi a cronache in corso.

In passato erano le schedine del Totocalcio: per i giocatori “Tutto il calcio…” non era in alcun modo evitabile. Era una sorta di Caronte che ti portava per 90 minuti sulle montagne russe.

Poi, assieme al Televideo, ha accompagnato gli albori di tutti i fantacalcisti, con le loro formazioni e le relative esultanze/disperazioni per un gol segnato o un rigore sbagliato.

La radio è voce. La radio lascia, appunto, spazio all’immaginazione di chi è dall’altro lato.

E ti porta, dentro l’orecchio, tutta la magia che si respira dentro uno stadio.

P.M.

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