FIRENZE – Notizia di qualche giorno fa. Il Cio, il Comitato Internazionale Olimpico, sta vagliando se riconoscere lo status di gioco olimpico agli e-Sport. In pratica ai videogiochi vissuti a livello competitivo.

In un vertice a Losanna il Cio ha ha sostenuto per la prima volta ufficialmente che i videogiochi “possono essere considerati delle discipline agonistiche vere e proprie”.

Aprendo spiragli a una futura prospettiva olimpica (dai Giochi del 2024?).

Anche se ovviamente al momento mancano tutti i requisiti richiesti (diffusione su scala mondiale in ciascuno dei cinque continenti, equa presenza di uomini e donne, rispetto dei valori olimpici, esistenza di un’organizzazione che garantisca il rispetto delle norme olimpiche, anti-doping, scommesse, ecc.).

Sull’argomento, sul quale lo stesso Coni in Italia è comprensibilmente piuttosto scettico, è intervenuta anche la Uisp Firenze, con le parole del presidente Marco Ceccantini:
“Da una recente indagine risulta che ci sono 20 milioni di sportivi, a fronte di 23 milioni che non praticano nessuno sport – spiega Ceccantini – Credo che dovrebbe essere interesse generale far sì che il numero delle persone sedentarie si riduca. Porre sullo stesso livello chi pratica sport con chi gioca alla playstation va contro questa logica”.

Per il presidente di Uisp Firenze è fondamentale promuovere “un’attività sportiva che sia inclusiva e aggregante, che tenda a far sviluppare l’amicizia tra le persone. Se gioco contro il pc questo non avverrà mai”.

Lo sport inoltre ha una valenza educativa importante: “Insegna ad affrontare ogni tipo di avversità. Educa alla diversità. Ha un ruolo importante nella formazione dell’individuo. Funzione che non assolvono certo i videogiochi”.

Ceccantini ritiene che si debba aprire un dibattito e si chiede quale sia l’opinione del Coni al riguardo: “Giorni fa si è tenuta la prima conferenza regionale dello sport a Campi Bisenzio e si è sottolineata l’importanza di muoversi per essere in salute. Gli esperti dicono che un euro investito in un’attività motoria, corrisponde a 8 euro risparmiati sulla spesa sanitaria nazionale. Credo che si dovrebbe ripartire da qui per un dibattito serio sulla valenza dello sport e sugli e-sports” conclude il presidente.

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