SAN CASCIANO – Gino Casini, classe 1958, è molto probabilmente uno dei più forti portieri che abbiano mai calcato i campi da calcio chiantigiani. 

“Ai miei tempi – ricorda Casini – non potevamo iniziare a giocare a pallone come tesserati per una società sportiva prima dei 12 anni. Ho trascorso quindi tutta la mia infanzia ai giardini Salvestrini di San Casciano, dove passavo ore ed ore a giocare a calcio con i miei amici”.

Non appena compiuti 12 anni però Gino viene tesserato per vestire la maglia gialloverde della Sancascianese. Fin da piccolo ha già ben chiara quale sarà la sua collocazione in campo: Casini vuole essere un portiere.

Dotato di un gran fisico e di una grandissima predisposizione nelle uscite, a soli 16 anni viene fatto esordire con la prima squadra in Prima Categoria. 

“Ricordo che era domenica mattina – torna indietro con gli anni Casini – e che da poche ore avevo terminato la mia gara con gli Allievi. Fui però chiamato dalla società dicendomi che sarei dovuto andare in panchina con la Prima Squadra, come riserva per la sfida esterna contro la Cattolica Virtus. Sullo scadere del primo tempo accadde però l’impensabile: stavamo perdendo per 1-0 ed il portiere titolare Cantelli si infortunò alla caviglia. Fu così che fui costretto ad entrare in campo”.

L’esordio per Gino sarà molto positivo. Il ragazzo dimostra subito grande personalità, sopratutto nelle uscite fuori dai pali. La partita terminerà poi 1-1, e Casini riuscirà incredibilmente a mantenere la porta inviolata dal momento del suo ingresso in campo.

Sul finale della stagione ’74-’75 mister Mazzocchi inizia a far giocare Casini con una certa continuità e grazie anche alle parate del giovane estremo difensore, i gialloverdi raggiungono uno storico passaggio in Promozione.

La svolta nella carriera di Gino giunge nella stagione ’77-’78, quando viene ingaggiato dai professionisti della Reggiana, all’epoca militante in Serie C.

A Reggio Emilia Casini ha il piacere di condividere una stagione al fianco di giocatori del calibro di Romano, Testoni, Galparoli e Gasperini (oggi tecnico dell’Atalanta in Serie A).

“Ero il terzo portiere della Serie C – racconta Casini – ma giocavo titolare con la maglia della Primavera. Quell’anno è stato davvero una scuola di vita. Ricordo che iniziai la preparazione già da metà luglio, quando gran parte dei miei coetanei partivano per le loro vacanze al mare. Fu per me molto dura abituarmi a quei ritmi ed a quegli sforzi fisici, ma è stato proprio in quel periodo che ho affinato gran parte della mia tecnica”.

A causa di alcune incomprensioni sorte nella stipulazione del contratto tra Sancascianese e Reggiana, Casini dopo poco più di una stagione decide di cambiare aria e trasferirsi al Montecatini in Serie C2, chiamato dall’ex viola Robotti. A Montecatini sarà però la riserva di Aliboni, che di lì a qualche anno diverrà poi titolatissimo in Serie A con la maglia del Brescia.

Terminata anche l’esperienza al Montecatini, nella stagione ’80-’81 Gino decide di far ritorno a casa, e torna a vestire la maglia della Sancascianese in Prima Categoria. 

Con la maglia gialloverde riesce a togliersi una grossa soddisfazione: battere in amichevole la Fiorentina per 1-0 davanti a migliaia di persone accorse allo stadio di viale Garibaldi. 

“Di quella gara ricordo due cose in particolare – afferma Casini – La prima è la voglia di segnare di Antognoni: cercava di metterla dentro da tutte le posizioni ma quel giorno, purtroppo per lui, ero in uno stato di grazia mostruoso. La seconda è la risata di gruppo che ci facemmo dopo che il mister assegnò la marcatura di Bertoni a Paliotto. La frase “Paliotto marca Bertoni” ci risultò talmente tanto inconsueta che non poté far altro che strapparci una bella risata”.

A San Casciano Casini rimane però giusto una stagione, perché l’anno successivo si trasferisce in quella che resterà poi la sua compagine per ben 12 lunghi anni: il Castellina in Chianti, all’epoca militante in Interregionale (attuale Serie D).

“Il Castellina dei miei tempi – dice Gino – poteva essere considerato senz’altro come una sorta di Juventus dei dilettanti. Vi era una cura dei particolari pazzesca. Noi giocatori eravamo trattati come dei veri professionisti: ognuno di noi aveva un kit personalizzato di scarpe da gioco, tenuta da allenamento, da partita e persino asciugamani e shampoo per la doccia”.

A Castellina Gino riesce incredibilmente a realizzare uno di quei sogni che ogni bambino che tira i primi calci al pallone sogna di realizzare: vestire la maglia della Nazionale Italiana. 

È infatti nella stagione ’81-’82 che Casini viene convocato dal CT Romolo Alzani per vestire la maglia azzurra della Nazionale Italiana Dilettanti nella prestigiosa tournée indiana dove la nazionale avrebbe affrontato Jugoslavia, Cina, India, Corea e l’Uruguay del famoso attaccante Enzo Francescoli.

“La tournèe indiana – racconta un emozionato Casini – è stata senza ombra di dubbio l’esperienza più emozionante della mia intera carriera. Ricordo che contro l’India i biglietti venduti furono più di 90.000. Per un dilettante come me, trovarsi davanti ad un palcoscenico del genere è stato qualcosa di indescrivibile. Ricordo i boati pazzeschi del pubblico dopo ogni giocata: tunnel, parate e gol erano accompagnati da urla che davano un’adrenalina pazzesca”.

Dopo due anni mezzo passati in maglia azzurra, coronati da diverse tournée e trasferte internazionali, Casini per motivi di lavoro è costretto a rinunciare alla Nazionale. Singolari saranno le parole del CT Alzani non appena apprenderà la rinuncia alla maglia azzurra del portiere sancascianese: “Casini ha preferito lavorare, anziché giocare a calcio”.

Abbandonata la Nazionale e concentratosi solo sul Castellina, Casini ha l’occasione di affinare una dote fin troppo particolare per un portiere: calciare i rigori. 

“Ogni giorno – ci dice – arrivavo all’allenamento quasi con un’ora di anticipo, per ingannare l’attesa mi mettevo quindi a calciare rigori”.

Quello che Gino ancora non sa però, è che quel suo passatempo a breve tornerà molto utile per la propria squadra. 

Il Castellina sta infatti disputando una gara in casa contro il Pontassieve e sul punteggio di 0-1 a favore degli ospiti, i locali riescono a procurarsi l’ennesimo calcio di rigore della stagione. 

Ennesimo perché benché i rigori procurati fossero stati tanti, quelli realizzati erano ben pochi. In molti nel corso dell’anno avevano cercato gloria dagli 11 metri, ma con scarso successo: Delli, Di Franco, Dragoni e Santi, avevano già sbagliato praticamente tutti i migliori tiratori della squadra.

“Appena l’arbitro indicò il dischetto – rammenta – corsi subito in direzione di Di Franco, che stava già stringendo il pallone tra le braccia. Mi avvicinai a lui e con la mano destra gli sfilai il pallone dalle mani. Ricordo l’espressione di Di Franco quasi di sollievo per avergli tolto una bella gatta da pelare. Presi la palla, la sistemai sul dischetto ed al fischio del direttore di gara calciai di mezzo collo ad incrociare”.

“Quello – sorride – fu il primo di una lunga serie di rigori realizzati in carriera. Nella stagione successiva addirittura la Gazzetta dello Sport mi dedicò un articolo perché dopo sole due giornate di campionato mi ritrovai in testa alla classifica marcatori con tre rigori realizzati”.

Come tutte le storie d’amore però, anche quella tra il Castellina e Casini giunge al termine e lo fa nella stagione ’93-’94 quando Gino passa al Reggello dove sotto la guida di mister Priami trionferà in campionato e coppa toscana.

San Donato, Pontassieve, Sancascianese, Galluzzo ed ancora San Donato. Queste le squadre dove Casini divide gli ultimi anni della sua carriera come calciatore ed allenatore dei portieri.

Una carriera come quella di Gino Casini non poteva però concludersi in un modo normale.  Siamo nel 2007 e Gino sembra ormai da anni aver riposto i guanti nell’armadio. O meglio li usa soltanto per riscaldare i portieri del San Donato in qualità di preparatore. 

È domenica e Casini sta riscaldando il portiere del San Donato, ma qualcosa va storto. Il giovane sembra accusare un problema al ginocchio. Mister Ercolino non ci pensa allora due volte, guarda Gino e con molta fermezza esclama: “Preparati, perché sarai tu a scendere in campo contro la capolista Colligiana”.

Gino torna così per un ultima volta ad indossare la maglia numero uno e quei guanti che da quando aveva 12 anni erano diventati come una vera e propria seconda pelle.

A 49 anni suonati quindi Casini entrerà così nella storia come uno degli atleti più anziani ad essere schierati in una gara di Eccellenza.

Duccio Becattini

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