CHIANCIANO TERME – La Virtus Chianciano Terme è stata la prima società dilettantistica colpita dal Covid-19 in questo inizio di stagione 2020/2021, per la positività di un suo calciatore che ha portato al rinvio della gara di Coppa Toscana contro il Bettolle.

E la società adesso vuole farsi “portavoce di una situazione difficile e forse gestita male dagli organi competenti” come scrivono i suoi dirigenti in un comunicato ufficiale.

“La Figc, nonostante tutti i protocolli redatti – scrive la società – può fare poco di fronte alla positività di un atleta. La palla passa alle autorità sanitarie competenti, che applicano la classica procedura dell’isolamento fiduciario di 14 giorni: viene fatto un primo tampone all’inizio e un secondo (ed ultimo) a fine isolamento. Soltanto con due tamponi negativi (e dopo aver passato obbligatoriamente 14 giorni in isolamento fiduciario), si può riprendere tutte le attività, che siano sportive, sociali o lavorative”.

“Ci domandiamo, allora: che senso ha rispettare tutti i protocolli richiesti, che comportano impegno anche economico per società come la nostra, se poi alla prima positività si sospende tutto? – va avanti la società senese – Non stiamo certo a sindacare come gestire la positività di un tesserato: non ne abbiamo le competenze, né tantomeno sottovalutiamo il Covid-19. Siamo consapevoli della pericolosità del virus per la salute di tutti i cittadini, e siccome siamo anche certi che queste situazioni possono sopravvenire più volte durante il corso dell’anno, ci domandiamo ancora: come sarà possibile lo svolgimento di un campionato che dura 7 mesi?”.

“I tesserati, sia atleti che accompagnatori, sono dilettanti in campo e “professionisti” fuori – prosegue l’analisi – Tutti, la mattina, si alzano per andare a lavorare: dover affrontare un isolamento fiduciario di 14 giorni vuol dire stare in casa e – appunto – non andare a lavorare. Può succedere una volta, ma non possiamo correre il rischio che si ripeta: sorge la paura di perdere il lavoro per chi è dipendente, o di non lavorare per chi è autonomo. Onestamente, in questo periodo storico, non è cosa di poco conto. In ambito sportivo, la regolarità del campionato stesso verrebbe a mancare: stare fermi per due settimane a fine preparazione, come è successo a noi della Virtus Chianciano, non agevola certo l’eventuale ripresa, e anche i continui slittamenti o rinvii delle gare renderebbero “falsata” la competizione stessa”.

“Noi non abbiamo la ricetta giusta – conclude la società senese – siete voi organi competenti – e qui ci rivolgiamo alla Figc Toscana e ISS – a tracciare la via e fare le regole. Noi, a questi patti, non ci stiamo. Siamo convinti che così non si può andare avanti: non soltanto per noi, ma per tutto il calcio dilettantistico. La Società, dopo essersi consultata anche con la volontà, i timori e le necessità dei suoi tesserati, si riserva la decisione finale di partecipare o meno al torneo di Prima Categoria – girone H. Siamo pronti ad ascoltare e a confrontarci, ma esigiamo chiarezza e lungimiranza. Cose che, fino a questo momento, non abbiamo percepito.

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