Piantaggine o Orecchie di lepre

Adesso che ci è stato consentito di andare a fare una giratina vicino a casa (o per chi è più fortunato e ha un giardino o un pezzo di terra può provare a km…0), vi consiglio di fare una nuova esperienza: andare a caccia di “erbacce”.

Le erbe commestibili arricchiranno la vostra tavola di nuove sfumature di sapore e aromi mai provati prima.

Questa semplice e divertente attività oltre che si grande soddisfazione ( come ci insegnano i raccoglitori di funghi e asparagi), sicuramente vi farà rilassare mettendovi in contatto con una parte interiore antichissima, sopita ma non scomparsa.

Infatti ci fu un tempo in cui eravamo uomini preistorici “cacciatori-raccoglitori”, prima dell’avvento dell’agricoltura e della pastorizia (10.000 anni fa).

Le erbe commestibili, con funghi, radici, frutti, bacche, hanno rappresentato la base dell’alimentazione per millenni. Nella loro raccolta si erano specializzate le donne mentre agli uomini era riservata l’attività della caccia (che comunque rappresentava solo il 20 % circa del fabbisogno alimentare).

Oramai siamo abituati a comprare tutte le verdure, insalate, radicchi, bietole ecc.. ma tutto ciò che compriamo e mangiamo ha “babbi e mamme” selvatici. Dai “selvatici” l’uomo man mano, nei secoli, ha selezionato ciò che ora portiamo in tavola ma purtroppo appiattendo i sapori e gli aromi.

Le erbe selvatiche commestibili sono di gran lunga più saporite, piccanti e ricche di vitamine e sali minerali delle verdure coltivate, soprattutto se vengono mangiate crude. Tanto per fare un esempio, mediamente vi si trovano il quadruplo di vitamina C, di ferro e di calcio.

La stagione primaverile con la complicità della pioggia che finalmente è arrivata, è il periodo ideale per dedicarsi a questa interessante attività. E’ sorprendente scoprire quante erbe commestibili ci siano sparse nei nostri campi !

Oggi vi presenterò 5 erbe facili da trovare e da riconoscere e vi consiglierò una preparazione in cucina.

Occorrente: aver studiato per bene le piante, un coltellino, un cestino.

TARASSACO o PISCIALLETTO o DENTE DI LEONE (Taraxacum officinale)

La superstar delle erbe selvatiche commestibili. Il fiore è molto grande e giallo intenso con trasformazione successiva in soffione (che sono i semi). Si trova nei campi, nei prati e lungo i sentieri.

Le foglie sono “dentate” ecco perché uno dei suoi nomi volgari è “dente di leone”. Ha proprietà eccezionali tra cui è depurativo e diuretico ed ecco il perché dell’altro curioso nome volgare “piscialletto”. Le foglie sono di un verde molto acceso. Gusto piacevolmente amaro. Si raccolgono le rosette prima dalle fioritura o le foglie più tenere quando c’è l’infiorescenza.

PAPAVERO COMUNE o ROSOLACCIO (Papaver rhoeas)

Erbacea molto comune che regala appariscenti e spettacolari fioriture nei campi e lungo i sentieri.

Le rosette di foglie, cioè i giovani germogli, sono molto buone e di sapore delicato (sia crude che cotte). Le foglie vanno raccolte prima della fioritura.

PIANTAGGINE o ORECCHIE DI LEPRE (Plantago lanceolata o major)

Erba comunissima lungo sentieri, negli incolti e nei campi, con foglie disposte a rosetta aderenti al terreno, di forma allungata o più ovale. La si riconosce molto bene perché la foglia ha 5 robuste nervature.

Si raccolgono le foglie più tenere della rosetta centrale prima della fioritura. Molto ricca di Sali di potassio e magnesio. Buona sia cruda, da aggiungere alle insalate, che cotta come contorno o per minestre.

RUCOLA SELVATICA (eruca sativa)

La rucola è un’erba un po’ più rara ma è un vero colpo di fortuna scoprirla. È una piantina cespugliosa e piccola che si trova ai bordi dei sentieri e nei campi incolti in posizioni solatie.

Ha piccole foglie di un bel verde scuro che sono eccezionalmente saporite e piccanti. Si raccolgono le foglie più tenere che si possono aggiungere all’insalata comune per dare un tocco saporitissimo al piatto.

MARGHERITA DI CAMPO o PRATOLINA (Bellis perennis)

E’ una pianta spontanea molto comune sia nei prati selvatici che nei giardini dove viene coltivata a scopo ornamentale.

Per usi di cucina si raccolgono solo le rosette prima della fioritura e , in caso fossero già fiorite, raccoglieremo solo le foglie più piccole e tenere. Ha un sapore forte e quindi è sempre bene mischiarle con altre erbe.

Attenzione: mai raccogliere erbe lungo le strade perché potrebbero essere contaminate dai gas di scarico delle auto o da escrementi di animali.

Mai raccogliere erbe nei campi coltivati a vite e olivo o altro perché potrebbero essere contaminate da trattamenti fitosanitari. Mai raccogliere le erbe togliendo le intere radici così da evitare di far morire la pianta.

Raccogliete solo erbe di cui siete certi (quindi studiatele bene !) perché in natura esistono “piante sosia” che spesso possono essere velenose e tossiche.

Lavatele sempre con cura.

RICETTA di PESTO DI ERBE (buonissimo e facilissimo da fare)

Ripulite le erbe dalle parti non buone e lavatele accuratamente.

Asciugatele bene.

Tagliatele quanto basta per inserirle al meglio nel frullatore aggiungendo

  • olio extra vergine di oliva (cominciate a metterne poco e poi aggiungete in base ai vostri gusti)
  • qualche spicchio di aglio e peperoncino (in base ai vostri gusti )

Io il sale non ce lo metto perché le erbe sono già molto saporite.

Frullate tutto insieme fin quando non verrà una pesto fine e omogeneo.

Con questo pesto potrete condire la pasta (magari con una golosa aggiunta di parmigiano). Potrete metterlo sul pane per fare crostini e tartine o arricchire panini al formaggio. Potrete anche abbinarlo come “all’uso della salsa verde” con carni lesse o arrosto.

Consiglio: quello che mi avanza congelatelo in piccole dosi così da averlo pronto per qualsiasi golosa esigenza.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Eleonora Grechi
COLLABORATORE Guida Ambientale Escursionista del gruppo Le Vie del Chianti (www.leviedelchianti.it - leviedelchianti@gmail.com). Su SportChianti cura la rubrica "Camminare in Toscana". Scrive anche per WeChianti (www.wechianti.com)