GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – In attesa di capire come si sbloccherà la stagione calcistica, le riflessioni sul tema del d.g. del Grassina Massimo Colucci, uno dei dirigenti toscani più preparati anche in materia di regole e regolamenti, sono sicuramente molto interessanti.

“Tra gli interrogativi sulla data di rientro, una cosa è certa – dichiara Colucci ai social rossoverdi – il campionato continuerà. A meno di un clamoroso peggioramento dell’emergenza (e tutti noi ci auguriamo di no), è da escludere l’ipotesi di una sospensione definitiva dei campionati. Lo hanno detto a più riprese anche i vertici della LND, dall’avvocato Barbiero al presidente Sibilia”.

Sulle ipotesi delle date, ovviamente è ancora presto: “Attualmente è complicato tirar fuori date o scadenze. Difficile che si riesca a giocare ad Aprile, questo è certo: forse si potrebbe ricominciare in concomitanza con la ripresa dei Professionisti, che potrebbe collocarsi a partire dal 3 maggio. Una ripresa in tale data consentirebbe la chiusura della stagione entro la fine di giugno, play-off e playout compresi. Ma siamo nel campo delle ipotesi”.

Così come è difficile capire chi ripartirà (e quali categoria invece rischiano di “saltare”): “Nei giorni scorsi è arrivato un comunicato della Federazione Medici Sportivi, il quale consiglia caldamente lo stop a tutta l’attività giovanile, dagli Allievi in giù: vedremo se i vertici sportivi accetteranno questo invito. Resta l’incognita degli Juniores Nazionali che non appartengono più al settore giovanile. L’attività regionale, forse, potrebbe ricominciare a livello di Eccellenza, mentre è improbabile quella al di sotto di tale categoria. Sempre se il virus sarà d’accordo”.

“Una cosa è certa – prosegue Colucci – occorrerà ripensare la struttura e l’organizzazione dell’intera attività calcistica. Poco sappiamo dell’oscuro mondo del professionismo: alle società strutturate come grandi aziende si mescolano quelle di avventurieri senza futuro. La situazione potrebbe consentire una “pulizia” triste per alcuni tifosi, ma che per un po’ di tempo almeno eviterebbe le cattive figure al momento delle iscrizioni ai campionati. Non sappiamo se sia più umiliante vedere la propria società militare in categorie inferiori e meno dispendiose oppure vederla arrancare in mezzo a fallimenti e denunce per poi abbandonarsi appunto ai soliti, conosciuti avventurieri”.

“Sicuramente anche a livello dilettantistico sarà più difficile ottenere finanziamenti dagli sponsor e dalle aziende locali per la pubblicizzazione dei loro marchi – prosegue la sua analisi il direttore generale – La crisi economica avrà ripercussioni notevoli in questo ambito e le società dovranno rivedere i loro bilanci. Il coronavirus forse, come avviene fra gli umani, mieterà un gran numero di vittime fra le società più deboli”.

“Anche a livello di impiego dei giovani in serie D occorrerà fare delle valutazioni – allarga il campo Colucci – Le società hanno investito molto per la acquisizione delle “quote” pagando il premio di preparazione alle società giovanili. L’eventuale anticipata chiusura della stagione, o comunque l’irregolarità di calendario delle gare, impediranno l’impiego e la valorizzazione dei giovani 2002. E pochi saranno pronti per la Serie D e per l’Eccellenza il prossimo anno, considerato anche che non si svolgeranno presumibilmente neanche quelle attività di rappresentativa tanto “utili” alle selezioni. L’attività di scouting che di solito viene intrapresa nel finale di stagione presumibilmente ne risulterà non poco danneggiata”.

“Quindi a mio avviso – conclude – è pura utopia pensare di dare ai giovani 2002 e 2003 le pesanti valutazioni che il pagamento del “premio di preparazione” comporta. O si ripensa la disciplina dell’obbligo delle quote o si riduce sensibilmente il premio di preparazione, magari spostandolo in avanti e prevedendolo con l’approdo consolidato nei campionati delle prime squadre, quando i giovani avranno realmente raggiunto la maturità: qualcosa di simile al premio alla carriera per i professionisti. Ci sarà sempre da considerare che la finestra di tesseramento prima dello svincolo per l’ art. 32 bis è pur sempre limitata a pochi anni. Sono problematiche su cui la LND dovrà riflettere se vuole essere credibile quando richiede aiuti allo Stato per le sue società”.

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