TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Il cuore delle squadre di calcio non batte solo sul campo o in panchina.

Tanti sono i luoghi e tante le persone che fanno la differenza nella vita quotidiana: da chi fa un caffè a chi porta una pizza. A chi lava le maglie e mette in ordine.

Molte di queste attività in “casa San Donato Tavarnelle” vengono svolte da un ragazzone di 21 anni che ha alle spalle una storia davvero particolare.

Dilbag Singh infatti è arrivato a essere uno dei pilastri del San Donato Tavarnelle (magazziniere, custode, tuttofare) partendo… dall’India.

“Il mio babbo era già qui – ci racconta Dilbag – quando ha deciso di portare la famiglia. Sono venuto a Tavarnelle nel 2009”.

Insomma, aveva 11 anni quando il suo panorama quotidiano si è spostato dall’India al Chianti.

“Mi sono avvicinato alla società sportiva qualche anno dopo – continua a raccontare – quando ci siamo trasferiti a San Donato in Poggio. Andavo a fare l’ultras sulle tribune (in Serie A tifo per la Fiorentina). Poi mi hanno chiesto il piacere di dare una mano al magazziniere, poi ho iniziato a servire alla pizzeria. Per dare una mano”.

Di pizza in pizza, di mansione in mansione, Dilbag è diventato un punto fermo nella vita quotidiana della società, salita con la sua prima squadra fino alla Serie D.

“Come l’ho vista cambiare? Secondo me stiamo facendo un ottimo percorso – dice Dilbag – Bei campionati, grande entusiasmo. Anche il presidente sta dando grande mano a crescere, qui nessuno si tira indietro di fronte alle novità”.

“Se c’è qualche giocatore con cui ho legato particolarmente? Ho sempre avuto buoni rapporti con tutti – risponde – Oggi mi viene di dire con Frosali e Zambarda, che mi danno una mano e aiutano molto”.

“Del resto – conclude – sono quello che forse è, più di tutti, continuamente a contatto con loro…”.

Matteo Pucci

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