Mirco Torrini

PONTE A NICCHIERI (BAGNO A RIPOLI) – “Viviamo questa inattività come dei leoni in gabbia, come credo tutti in questo momento” racconta al sociali biancorossi questo suo strano post-campionato l’allenatore della Juniores del Belmonte, Mirco Torrini.

“In questo periodo di quarantena ne ho approfittato per aggiornarmi continuamente, partecipare a forum e dirette streaming, confrontarsi con altri allenatori e, grazie a questo riposo forzato, la rete è stata fucina di informazioni altresì non disponibili, di cui subito ho approfittato volentieri. Con i ragazzi ci sentiamo, ci scriviamo e insieme al preparatore abbiamo inviato loro delle esercitazioni da fare a casa, giusto per fare qualcosa ma non è facile tenersi allenati in questa situazione, ovviamente tutto questo è comprensibile”.

“Per il dopo coronavirus – prosegue – non riesco a immaginare quale calcio potrà essere, sicuramente sarà emozionante rivedere tutti i ragazzi correre dietro ad un pallone, ma per adesso quali modalità e quali precauzioni verranno adottate è tutto in divenire. Vorrei proprio su questo punto fare una riflessione: non sappiamo quando potremo riprendere le normali attività e se dovremo adottare nuove modalità; di sicuro non dobbiamo avere fretta di ripartire. Questo virus purtroppo ha mietuto molte vittime e quindi occorrerà attenzione e tutela prima di riprendere la normalità per il bene di tutti noi e dei nostri ragazzi…mi piange il cuore dirlo ma adesso il nostro amato calcio può aspettare”.

Poi uno sguardo indietro, alla sua prima stagione con gli Juniores:  “Per molti anni ho allenato nel settore giovanile – racconta – facendo tutta la trafila dagli Esordienti, passando dai Giovanissimi A e B di merito, Allievi B e Allievi regionali, ma non ho mai avuto l’opportunità di allenare nella categoria Juniores, incarico che mi avrebbe arricchito e mi avrebbe aiutato molto per completare il mio percorso di crescita nel settore giovanile”

“Quest’anno invece, grazie al Belmonte – va avanti – ho avuto questa possibilità che ho accettato immediatamente e con grande entusiasmo. E’ una categoria difficile in quanto all’interno della stessa squadra ci sono più annate da mettere assieme (2002-2001-2000-1999) con i fuori quota da gestire ed i ragazzi che sono già degli adulti con i propri caratteri e le proprie caratteristiche. L’aspetto comportamentale è fondamentale per gestire un gruppo così variegato ma con delle giuste regole, il buon senso e l’onestà dell’allenatore nel considerare gli “adulti” e i meno adulti allo stesso modo faccia la differenza. Riuscire a creare la giusta empatia col gruppo è imprtante. Devo dire che sotto l’aspetto comportamentale al Belmonte non ci sono stati mai problemi grazie ai ragazzi che sono stati veramente eccezionali da questo punto di vista”.

“Per quanto riguardano gli aspetti tecnici – continua – ovviamente necessitano di allenamenti più mirati, più evoluti rispetto per esempio ad una categoria di Giovanissimi in quanto i giocatori hanno nozioni ed un’esperienza calcistica più consolidata. Per quanto mi riguarda l’aspetto tecnico lo curo molto perché credo che saper gestire ‘l’attrezzo’ pallone al meglio faccia sempre la differenza a tutte le età senza dare per scontato niente, magari con esercitazioni più a livello situazionale che in forma analitica dalla più semplice alla più complessa. A livello tattico abbiamo provato due moduli che abbiamo usato durante il campionato anche se io non credo molto ai ‘numeri’ ma credo molto di più alla capacità di lettura delle situazioni di gioco (che vanno molto allenate), all’atteggiamento dei giocatori in campo e alla capacità di scegliere con la propria testa la soluzione più giusta in quel momento. Mi piace allenare giocatori pensanti….”.

In questa stagione a sei giornate dalla fine avete consacrato un secondo posto: pensa che potevate fare qualcosa di meglio o pensa che il Valdarno abbia meritato di più? “Questa stagione è stata, a parer mio, una grandissima stagione! Siamo partiti come squadra molto giovane, senza fuori quota classe 99, con una grande voglia di mettersi in discussione e senza obiettivi particolari se non quelli di ben figurare ovunque andassimo a giocare. C’erano squadre sulla carta più attrezzate di noi ma grazie al lavoro, alla disponibilità dei miei giocatori e alla loro voglia di ben figurare, ci siamo tolti delle belle soddisfazioni facendo un campionato di vertice e riuscendo a stare per diverse settimane al primo posto in classifica”.

“Fare qualcosa in più? – si domanda – Può darsi, c’è sempre qualcosa che si può migliorare o fare in maniera diversa ma credo che tutto sommato abbiamo raccolto quel che meritavamo senza rimpianti… A proposito di rimpianti, mi viene da pensare alla prima giornata del girone di ritorno con lo scontro diretto col Valdarno perso al 93’ dopo un tiro passato sotto una selva di gambe, finito sul palo e sbattuto sulla schiena del nostro portiere per poi finire in rete….a volte il calcio regala queste perle….ho sempre considerato il Valdarno squadra superiore per la categoria (e i fatti mi hanno dato ragione) in più metti che hanno avuto la possibilità di schierare ragazzi prestati dall’Eccellenza che indubbiamente hanno arricchito la loro rosa già ben attrezzata, ha fatto un ulteriore differenza. Aver giocato alla pari sia all’andata (1-1) sia al ritorno contro questa corazzata è stato un motivo di soddisfazione sia per me che per i ragazzi”.

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