IMPRUNETA-GALLUZZO – Certosa Volley è una realtà giovane, che ha raccolto quattro anni fa un’eredità importante divenendo la naturale evoluzione e continuazione delle attività di pallavolo portate avanti dalle società di Impruneta e Galluzzo sui rispettivi territori da oltre 50 anni.
Oggi affronta una stagione importante e cruciale per la propria identità e per il proprio futuro: ne parliamo con Massimo Fontani, presidente della società verde e azzurra.
Massimo, come è iniziata la stagione al Certosa Volley?
“La stagione è appena iniziata e il percorso è lungo. Siamo molto contenti dei numeri, che si sono confermati come lo scorso anno, abbiamo organizzato un ottimo ritiro precampionato ad Abbadia San Salvatore, il minivolley è ripartito alla grande e ci sono tanti gruppi nuovi anche nel giovanile che stanno imparando a conoscersi. La nostra coordinatrice degli allenatori, Barbara Bonini, ha creato uno staff all’altezza che ha garantito importanti conferme. Nel femminile abbiamo confermato due U18, U16, U14, U13 e U12, con l’aggiunta di una U16 Uisp. Nel maschile continua il progetto di crescita con U13 e U12 Fipav e la novità dell’U13 Uisp e abbiamo visto anche tanti nuovi bimbi nel Mini. Sicuramente la visibilità che sta dando la pallavolo ora è importante, ma noi stiamo lavorando bene”.
E la prima squadra?
“La prima squadra in Serie D è giovanissima e l’abbiamo affidata al nostro Gianni Innocenti, una scelta importante che guarda prevalentemente al futuro, e un po’ anche al presente visti i primi risultati della 18 Blu, che è più o meno la stessa rosa. Risultati che però, per noi non sono fondamentali nel giovanile, l’obiettivo è far crescere giocatori e giocatrici, mettendo i valori dello sport al centro della loro vita”.
Giustissimo, i valori dello sport soprattutto per le nuove generazioni sono fondamentali. Guardiamo un po’ più avanti, cosa si aspetta nei prossimi mesi?
“Quelle che dicevo prima, crescere ragazzi e ragazze all’insegna dello sport e dei suoi valori. Dando il massimo in palestra e in partita, solo così i risultati possono arrivare. Non pensiamo di competere con l’eccellenza della pallavolo fiorentina e toscana, ma sappiamo che possiamo dire la nostra contro tutte e tutti, in tutte le categorie”.
Con questo spirito, e guardando anche un po’ fuori dal campo, quali sono gli obiettivi invece a medio-lungo termine, anche vista la nuova legge sugli impianti sportivi scolastici che potrebbe dare un po’ più di flessibilità nell’utilizzo delle palestre?
“Come Certosa Volley siamo rinati da pochi anni, dobbiamo crescere e lavorare per strutturare la nostra organizzazione interna. Abbiamo un bacino importante a disposizione, al momento però siamo tutti volontari e il lavoro da fare è tanto, creare sinergie e trovare sostegno sul territorio è uno dei temi fondamentali per il futuro. Puntiamo a crescere come numero di tesserati e per farlo abbiamo bisogno di lavorare maggiormente nelle scuole, un progetto che riprenderemo presto in mano. Questo degli impianti è un tema che dobbiamo ancora capire a fondo, sicuramente sarebbe bello per poter crescere e lavorare al meglio come società avendo più margini di manovra nell’utilizzo delle strutture, che sono tutte della scuola ad oggi sia al Galluzzo che nel comune di Impruneta. Questo non tanto per la stagione regolare, ma penso alla possibilità di organizzare camp estivi e tornei così da mobilitare più persone durante tutto l’arco dell’anno”.
SportChianti vi segue da sempre, ma quali sono le proposte della Certosa Volley per inserirsi ancora di più nel territorio del Chianti e delle colline fiorentine, non rischiate di diventare troppo Firenze-centrici?
“Dicevo prima, il bacino a disposizione è ampio, il territorio è ricco e qui pallavolo si è sempre fatta e fatta bene. Ad oggi, hai ragione, siamo un po’ troppo Firenze-centrici, questo a causa di alcuni problemi sull’utilizzo delle strutture di Impruneta, soprattutto il palazzetto la cui gestione ci ha creato diversi disagi negli ultimi anni. Però se vogliamo crescere dobbiamo crearci un’identità più definita e guardare alle colline, soprattutto penso al settore giovanile maschile che non conta altre società oltre a noi fino a Poggibonsi; e non possiamo far finta di nulla, dobbiamo strutturarci anche per questo. Vogliamo essere un punto di riferimento, lavoreremo di più sul territorio, nel sociale e nelle scuole, portando in alto i nostri colori della Certosa e i valori della pallavolo. Grazie alla collaborazione con Caritas, ad esempio, quest’anno abbiamo dato la possibilità a un ragazzo e una ragazza con situazioni familiari complicate di giocare alla Certosa, queste sono le cose che ci piace portare avanti!”.
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