GREVE IN CHIANTI – E’ stata una delle prime società del territorio, davanti all’avanzare della seconda ondata del covid, a fermarsi.

E la Grevigiana oggi è ancora più convinta di aver fatto la scelta giusta, per quanto non a cuor leggero, anche nelle tempistiche.

“Questa decisione per quanto dolorosa, non fa altro che confermare la serietà della Grevigiana, che non sta dietro a cavilli burocratici da scavalcare ma che affronta con responsabilità il problema. Saremo felici di riaffidarvi nostro figlio appena sarà possibile, perché sappiamo di lasciarlo in ottime mani”: è uno dei messaggi arrivati in queste settimane da un genitore di un giovane calciatore gialloblù.

“Un messaggio – dice il d.s. Cristian Casci – che ci rende orgogliosi della scelta che abbiamo fatto a tutela di tutto l’ambiente e di tutti i ragazzi, quando ancora altre società stavano continuando l’attività prima che la Toscana entrasse in zona rossa”.

“Intanto in questo nuovo lockdown calcistico – prosegue Casci – ci siamo dovuti inventare ancora soluzioni per tenere i contatti tra tecnici, società, ragazzi, genitori”.

“Agli allenatori – spiega – abbiamo dato discrezionalità nelle scelte. Alcuni di loro fanno allenamenti in videochiamata, i più grandi e la prima squadra seguono il programma del preparatore atletico, mentre i più piccoli magari si riuniscono soltanto in video per stare un po’ insieme e fare due chiacchiere”.

un momento del videoallenamento dei 2007 gialloblù

“Venerdì – racconta Casci – con i giocatori della prima squadra ci siamo ritrovati in video, insieme al mister Gimignani e al preparatore atletico Benincasa, per sentire un po’ le sensazioni da parte di tutti, fare due battute, ridere e scherzare. E’ stato un momento piacevole in attesa di poter un giorno tornare a giocare”.

“Di sicuro la Grevigiana e il presidente Coppi – conclude Casci – si auspicano che a livello sociale e sanitario la situazioni migliori e questa è la cosa ovviamente preminente. Quando poi sarà possibile saremo felici di tornare in campo, ma stavolta vorremmo davvero che fosse soltanto quando sarà possibile farlo in totale sicurezza e senza affrettare i tempi. E ci piacerebbe che in questa occasione la Federazione riuscisse a contemplare una soluzione unica per tutte le società, senza discrezionalità e piccole divisioni”.

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