La squadra amatori del G.S. Misericordia di San Casciano. Marco Alfano è il quinto da sinistra in piedi

SAN CASCIANO – Un dolore profondo. Totale. Quello che da ieri, domenica 29 marzo, molti sancascianesi stanno provando dopo aver saputo dell’incidente stradale che all’alba, in A1, ha spezzato la vita di Marco Alfano, 33 anni, una bimba di pochi mesi.

L’auto che si ribalta, prende fuoco. Una morte terribile. In aggiunta a questo, il fatto di essere in piena emergenza Coronavirus non permetterà neanche di fare il funerale. Di salutarlo.

Così il G.S. Misericordia, la squadra amatoriale in cui Marco giocava, ha deciso di salutarlo così. Con una lettera. Che riceviamo e pubblichiamo.

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Il calcio è uno sport che ha tanti difetti, ma tra le sue cose migliori ci sono sicuramente gli incontri, come quello tra noi e te.

Ci hai contattato tramite Facebook, perché il calcio era una delle tue grandi passioni e ti sei distinto subito per la tua gentilezza: una persona come te è rara da trovare e, in un gruppo di ragazzi che perdono tempo col calcio amatoriale, la tua indole educata era preziosa come il pane.

Negli ultimi tempi ti eri allontanato perché avevi ben altro a cui pensare, ma in fondo ognuno di noi continuava a sperare che tornassi: per il tuo sorriso immancabile, la tua capacità di incitare gli altri a dare il loro meglio e la tua serietà nell’impegno che trasmettevi anche solo correndo per lo stradone, col petto in fuori e le gambe al vento.

Pensare che non tornerai ci leva le parole dalla bocca. Non tanto per noi, quanto perché finalmente avevi ottenuto tanto di quello che volevi: un lavoro all’altezza delle tue aspettative e la tua preziosa figlia Giorgia.

Per noi tutto questo non ha senso, non ne avrà mai. Ma vogliamo che tua moglie, tua figlia e i tuoi cari sappiano che ci saremo anche noi a ricordarti sempre per l’amico e il compagno che hai saputo essere.

Adesso, in un momento così strano per tutto, manca il respiro per parlare, la possibilità di poterti anche solo salutare e di scambiare l’abbraccio che ci conforterebbe un poco.

Ti chiediamo solo una cosa, se ci senti: soffia il tuo fiato nel petto di coloro che ti pensano e che sempre sentiranno la tua mancanza.

Aiutali a correre come sapevi fare tu, anche controvento. Noi il tuo sorriso lo portiamo dentro.

Grazie di tutto.

G. S. Misericordia

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