FERRONE (GREVE IN CHIANTI-IMPRUNETA) – “Si rimane sempre sorpresi nel toccare con mano la disonestà di persone che sono riuscite a rubare in un luogo di aggregazione per grandi e piccini”.

Sono le parole di Gianni Cardi, custode del campo sportivo del Ferrone, dove nella notte fra sabato 9 e domenica 10 dicembre ignoti sono entrati “portando via – dice Gianni – quelle poche cose rimaste che davano ancora un valore economico alla struttura. Grondaie in rame, oggettistica varia, palloni”.

“Ma è possibile – chiede Gianni – che al giorno di oggi non ci sia più rispetto per niente? Per un luogo che unisce grandi e piccoli, che ospita partite ed eventi, che potrebbe essere di tutti! E’ uno schiaffo alla comunità del Ferrone”.

“Qui si parla di una comunità danneggiata – riprende amareggiato – di un sistema che da qualche anno  vede sempre di più società sportive attaccate costantemente. E purtroppo, ahimé, attaccano sempre i più deboli”.

“Mi sento triste – riflette – per una comunità come il Ferrone, che a me ha dato e sta dando tanto, dal Trofeo del Chianti dell’estate scorsa. Dove ho avuto un riscontro molto positivo da parte delle persone che abitano vicino al campo; dove nessuno ha mai contestato nulla. Fino ai cittadini stessi che, ogni giorno, passano dal campo: facendo un giro con il cane, o a piedi per una passeggiata in compagnia. Per salutarmi o farmi notare cose successe in mia assenza”.

“I palloni – racconta Gianni – che avevo lasciato personalmente in campo, servivano per riempire i pomeriggi ferronesi dei giovani. E la struttura per aiutare tutte le società sportive limitrofe (baseball, calcio e altro ) a trovare un posto vicino e accogliente”.

“Spero non succeda più – conclude Gianni – All’interno della struttura non c’è più niente di valore, ma solo lacrime di gente che avete offeso con questo gesto. Non posso aspettarmi che chiunque abbia compiuto questo gesto si faccia vivo,” ma solo fare presente che ha danneggiato un bene che appartiene anche a lui. E lo ha fatto spudorattamente e senza ritegno”.

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