GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – “Ci voleva il coronavirus per convincere le alte sfere ad elaborare finalmente una riforma per riequilibrare il nostro calcio”: scherza amaramente il d.g. del Grassina Massimo Colucci, intervenuto sui social rossoverdi sul tema delle possibili riforme calcistiche.
“Era da anni che si protestava perché la Serie C con le sue 60 squadre originava un numero insostenibile di professionisti – dice Colucci – Parliamoci chiaro: non è possibile mantenere 100 società professionistiche in Italia. Si tratta di una condizione più che giustificabile in Serie A e B, dove il livello di calcio e soprattutto l’impatto televisivo compensa spese ed interessi, ma non si può continuare a ritenere la Serie C al pari delle due categorie superiori. È una serie troppo costosa, come hanno dimostrato i continui fallimenti di svariate società negli ultimi anni. La soluzione proposta da questa riforma è intelligente, e ci auguriamo che venga recepita intelligentemente dai presidenti dell’attuale C che trarrebbero vantaggi sia da una promozione in B sia da una permanenza in terza serie: se sbarcheranno tra i cadetti avranno molti più introiti televisivi, se invece rimarranno tra i Dilettanti non pagherebbero più gli eccessivi stipendi ai propri calciatori, ma solo dei rimborsi spese adeguati. Spero che si trovi d’accordo anche l’Assocalciatori: è vero che perderanno qualcosa in termini di stipendio, ma è giunta l’ora di smettere di definire professionisti o semi-professionisti i calciatori di Serie C”.
“Si tratterebbe di un aiuto concreto per tutti, di un alleggerimento dei costi medi e dei rimborsi – prosegue l’esperto dirigente – Credo anche che sia l’occasione per riequilibrare le categorie e restituire competitività ad una terza serie che vedrebbe finalmente tutte le società in regola sul piano finanziario. Il confine tra Dilettanti e Professionisti si assottiglierebbe, e questo darà l’opportunità a tante società dell’attuale Serie D di progettare un salto di Terza Serie senza la paura dei costi mostruosi dei Professionisti e di potersela giocare in maniera più equilibrata. Le indiscrezioni parlavano di agevolazioni fiscali per le società della Terza Serie e Interregionale in quanto Dilettanti: spero che le voci trovino conferma concreta. Il governo ci dovrà venire incontro anche a livello di strutture sportive e di adempimenti burocratici: con i giusti compromessi credo che la Terza Serie risulterà più competitiva”.
Poil il pensiero torna al discorso “quote”: “Bisognerà pensarci, sì: un primo passo sarebbe il mantenimento delle quote dell’annata 19-20 anche per l’anno prossimo, senza passare ai classe 2002, in modo da venire incontro alle esigenze delle società. Si dovrà mettere mano anche a modifiche per le regole di composizione delle rose Juniores”.
Ci sarebbero chance per il Grassina per la Serie C (la nuova Serie C si comporrebbe delle migliori venti squadre dell’attuale D. Se come fattore di promozione si considerasse solo la media-punti per girone, il Grassina sarebbe 23°)?: “Il problema è che la Federazione vorrà tener conto anche degli altri parametri, a cominciare dalle graduatorie che riguardano il bacino di utenza e il palmares delle varie società. Credo oggettivamente che sia quasi impossibile per noi ritrovarci l’anno prossimo nella nuova Terza Serie, a meno che ovviamente non si verifichino numerose defezioni da parte delle pretendenti che figurano davanti a noi nella lista. Considerando le attuali classifiche di Serie D, sono sicuro che per le prime non ci saranno problemi, per le altre si terrà conto delle varie graduatorie di merito. Non si può tener conto solo della media-punti perché crea squilibri fra i vari gironi: sappiamo bene che non tutti i raggruppamenti possiedono lo stesso coefficiente di difficoltà”.
Tutto in attesa del Consiglio Federale di venerdì prossimo: “Spero che si accetti di remare tutti insieme in un’unica direzione: non ha senso indugiare ancora. Adesso c’è una proposta concreta su cui lavorare, smettendola una volta per tutte di ipotizzare una ripresa del campionato impossibile da attuare o dei playoff in piena estate. Abbiamo un Ministro improvvisato a cui piace molto improvvisare: credo che sia la definizione migliore per lui. Ecco, mi auguro che Spadafora decida finalmente di agire, invece di chiacchierare a vuoto. Vista la situazione che pare migliorata, gradiremmo uno sforzo per riaprire i centri sportivi fra un mese, anche solo per svolgere qualche allenamento in gruppo, rispettando naturalmente tutte le norme di igienico-sanitarie. Per il resto, confido nella serietà e nel buonsenso di chi detiene il potere decisionale”.
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