BAGNO A RIPOLI – La tifoseria organizzata del Grassina si schiera pubblicamente in merito alle ipotesi di accordo fra la società rossoverde e l’Antella in vista della prossima stagione calcistica.

La rivalità fra le due squadre delle due grandi frazioni ripolesi, per le Brigate Rossoverdi, è scritta sulla roccia. Non solo per motivi di “campanile”. E lo scrivono a chiare lettere in una nota ufficiale.

“Come ormai tutti sanno – iniziano – negli ultimi giorni si sta concretizzando l’ipotesi di un aiuto economico da parte del patron dell’Antella per permettere al Grassina di fare domanda di ripescaggio alla Serie D con in cambio la possibilità di giocare le partite nel “nostro” centro sportivo”.

“La premessa necessaria – tengono subito a specificare – è che noi siamo stati sugli spalti del “Pazzagli” e abbiamo seguito la squadra nei luoghi più desolati, come nei palcoscenici più blasonati. Dove scende in campo il Grassina, le Brigate ci sono e una categoria vale l’altra per chi ha cuciti sul cuore questi colori”.

“Una domanda –  aggiungono – di ripescaggio non può essere il passe-partout con cui pensare di far digerire a dei tifosi qualsiasi cosa. Non siamo in vendita”.

Ci viene descritta una situazione temporanea, sì… (prima un paio di partite, poi tutta la stagione, poi tre anni…) – argomentano -ma comunque non semplice da digerire per chi, come noi, tiene a quel luogo come tiene a casa sua. Su questa soluzione ci siamo confrontati fra di noi varie volte e non è stato facile ingoiare questo compromesso che, nonostante sia propedeutico a dare ossigeno alla società, implica comunque il dover accettare la presenza dei rivali di sempre nei nostri spazi”.

“Nelle ultime ore – rincarano – si parla anche della possibilità di accedere al centro sportivo durante la settimana per gli allenamenti. Questo per noi è troppo. Oltrepassa qualunque possibilità di accordo che per noi risulti accettabile: noi durante la settimana non li vogliamo nel nostro stadio!”.

“Non possiamo immaginare – proseguono ancora le Brigate Rossoverdi – che bambini e ragazzi così attaccati ai colori rossoverdi si allenino accanto a gente con indosso quelle maglie che odiamo profondamente! Non vogliamo a giro per il centro sportivo che abbiamo contribuito a far splendere di rossoverde, personaggi verso cui non abbiamo nessun tipo di stima”.

“E non solo per una mera questione di campanile – precisano – ma per azioni e dichiarazioni di cui sono stati autori anche nel recente passato nei nostri confronti e che hanno rialzato la testa da qualche anno solo perché hanno le spalle coperte e le tasche piene! Abbiamo da due anni deciso di partecipare anche alla vita dell’ASD con volontariato e partecipazione, ma a queste condizioni per noi finisce qui”.

“Quindi – concludono – società, amministrazione pubblica… se non volete che vengano disintegrati 80 anni di storia di appartenenza, partecipazione, aggregazione, identità; come fatto già dall’altra parte del poggio, prendete in considerazione le nostre istanze prima che il “Pazzagli” torni a essere il deserto che era negli anni prima che questo gruppo di grassinesi tornasse sugli spalti ad animarlo. Pensiamo di essere stati chiari: Avanti Brigate!”.

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