FUCECCHIO – È uno di quelli partiti dai nostri campi di provincia, Max Alvini. Ha appena riportato in Serie A il Frosinone ed è andato a festeggiare insieme agli amici del “barrino” allo stadio Corsini della sua Fucecchio, tra sedie impagliate e tovaglie a quadretti.
C’è molto di lui in quello scatto, l’ex rappresentante di scarpe che ha giocato col Signa e il Firenze Ovest e iniziato ad allenare negli amatori, prima di passare alla Promozione e all’Eccellenza: ancora Signa (partendo dagli Juniores), Quarrata, Tuttocuoio (preso in Promozione e portato fino alla salvezza nel professionismo, vincendo anche una Coppa nazionale).
E poi da lì, gradino dopo gradino, si è preso anche tutto il resto, lungo 773 partite in tutte le categorie. La Pistoiese in Lega pro, l’Albino Leffe in Serie C. La Reggiana portata in B. La A sfiorata col Perugia e poi conosciuta con la Cremonese nell’estate 2022, anche se durata troppo poco, più o meno solo un girone.
La testardaggine di ripartire dalla Spezia, per un secondo esonero che poteva comprometterne la carriera. Invece ecco Cosenza e quindi la Ciociaria, per la prima promozione in Serie A da festeggiare sul campo.
È uno di quegli allenatori toscani che si è costruito da solo, Alvini, senza curriculum di grande calciatore, ma oggi diventato una pagina dettagliata su Wikipedia. Come Maurizio Sarri (che è maestro e amico) e Leonardo Semplici, per dirne due che hanno hanno respirato l’antica polvere dei campi toscani, prendendo la rincorsa per saltare più avanti.
Nel suo genere, comunque, è unico, Max. Uno che, c’è da giurarlo, ti sa snocciolare anche oggi le classifiche aggiornate di Eccellenza e Promozione toscane. Forse anche di Prima Categoria.
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