BARBERINO TAVARNELLE – Dopo quattro anni di successi nelle Cronoscalate, al volante dell’Alfa Romeo Giulietta gestita dal team di famiglia Bacci Trasmissioni Meccaniche, con tre titoli italiani nella classe E1 3000, 19 vittorie e tre successi nel Trofeo Under 25 toscano, per il pilota tavarnellino Matteo Bacci è arrivato il momento guardare al futuro con occhi diversi e preparare il ritorno alle corse, dopo un anno di pausa, con la stessa passione e la voglia di tornare protagonista.

Il futuro è ancora tutto da scrivere, ma le idee non mancano infatti il pilota di Barberino Tavarnelle sta valutando nuove possibilità per la prossima stagione, con un ritorno sicuramente alla pista dove esordì prima nei kart e successivamente con le bicilindriche Fiat 500 e nel Mini Challenge Italia.

Matteo dopo quattro anni di Cronoscalate qual è il tuo bilancio?

“In questi quattro anni abbiamo conosciuto la gioia delle vittorie e la soddisfazione di vedere premiato il lavoro svolto, ma anche la delusione delle sconfitte, le difficoltà tecniche, gli imprevisti e quei momenti in cui tutto sembra diventare più complicato. Non sono mancati gli ostacoli e le giornate in cui è stato necessario stringere i denti, rimboccarsi le maniche e ripartire. Sono state proprio queste esperienze a segnarci maggiormente, permettendoci di crescere, maturare e affrontare ogni sfida con una consapevolezza diversa”.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza in salita?

“Ogni risultato, positivo o negativo, è stato un tassello importante di un percorso che mi ha fatto crescere come piloti e come persone. La Giulietta è stata molto più di una macchina da corsa: è stata una compagna di viaggio, protagonista di un’avventura che porteremo sempre con noi. Un progetto che ci ha regalato grandi soddisfazioni e che, gara dopo gara, è diventato parte della nostra storia sportiva”.

Insomma, un percorso tutta ricordare…

“Sono stati quattro anni meravigliosi perché tra gioie e dolori… tanti dolori, ma si impara a navigare quando il mare è mosso. Ho dovuto cercare di adeguarmi in una situazione che non era facile, ma nonostante tutto questo abbiamo ottenuto anche risultati importanti”.

E adesso quali strade intraprenderai?

“Per il prossimo anno qualcosa bolle in pentola ma è ancora presto per svelare programmi e dettagli, però stiamo valutando nuove possibilità e progetti che possano offrirci motivazioni diverse e nuove opportunità di crescita. Le idee non mancano e la voglia di continuare a correre è tanta. Ogni decisione sarà presa con attenzione, cercando la soluzione migliore per affrontare il futuro con entusiasmo e determinazione”.

Perché cambiare percorso?

“Dopo quattro anni così intensi, però, arriva anche il momento di guardarsi indietro con orgoglio e pensare al futuro. C’è bisogno di nuovi stimoli, nuove sfide e nuovi obiettivi da inseguire. La passione è la stessa di sempre, così come la voglia di mettersi in gioco, ma sentiamo che potrebbe essere arrivato il momento di aprire un nuovo capitolo della nostra storia sportiva”.

Qualche ringraziamento?

“Un ringraziamento speciale va a tutte le persone che, in questi anni, hanno lavorato dietro alla vettura, mettendo a disposizione tempo, competenze, passione e sacrifici. Dietro ogni partenza c’è il lavoro di una squadra, spesso lontano dai riflettori, dalla preparazione della vettura alla gestione delle trasferte, ogni dettaglio richiede impegno e dedizione che, senza il contributo di tutte queste persone, tanti traguardi non sarebbero stati possibili. Un grazie sincero va anche a tutti i tifosi e agli appassionati che abbiamo incontrato durante le trasferte, a chi si è fermato a guardare la nostra Giulietta, a chi ci ha dedicato un saluto, una parola di incoraggiamento o un complimento. Vedere tanto entusiasmo intorno alla Giulietta è stato uno degli aspetti più belli di questa avventura e sapere che ha saputo attirare l’attenzione e conquistare la simpatia di tanti appassionati ci ha dato ulteriore motivazione e ha reso ancora più speciale ogni weekend di gara”.

Puoi darci qualche anticipazione sui programmi?

“Prima di concentrarci completamente sui programmi della prossima stagione, c’è un appuntamento importante all’orizzonte. Dal 6 all’8 novembre saremo al Misano Circuit per un weekend di gara nel campionato Formula X, con la Peugeot 308 Cup di Abate Racing Technology  pronti a vivere un’altra sfida in pista e a continuare a raccogliere esperienza. Un impegno che ci permetterà di mantenere alta la concentrazione e di guardare con fiducia alle prossime opportunità”.

C’è qualche gara che ti è rimasta più impressa nella mente?

“La prima gara che mi ha dato veramente una scossa emotiva è stata quella dell’esordio nelle cronoscalate, alla Sarnano-Sassotetto, dove abbiamo trascorso tutto il weekend sotto la pioggia e nebbia. E dove, nonostante tutto, ho vinto ed è stato emozionante. Mentre la seconda è stata la gara che non ho disputato perché è stata annullata, la Salita del Costo, ma nella quale ho vinto il mio primo campionato italiano: anche se non credo che ci siano campionati o trofei che possano sostituire la gioia, la felicità delle persone alle quali vuoi bene e che sono lì a spronarti e a vederti durante le gare”.

E l’esordio con il prototipo Wolf GB08 Thunder?

“Guidare il prototipo è stato emozionante: ho fatto un test a Magione e poi è arrivata subito la Salita del Bondone, dove ho vinto la classifica junior. Poi ho fatto altre due gare, ed è stata un’esperienza unica, anche se è uno stile di guida totalmente diverso rispetto alla Giulietta. Dove ci vuole tempo ed allenamento per arrivare ad ottenere i risultati.

Infine, portare il cognome Bacci, quali sensazioni provi ogni volta?

“Bacci è sicuramente una tradizione di famiglia perché a partire dal mio  bisnonno fino ai nonni e al mio babbo  hanno corso tutti in pista e salita ed io ho avuto la fortuna di poter iniziare, partendo gradualmente fino ad arrivare a vetture importanti come il prototipo e proseguire la tradizione. Sicuramente è un bel fardello perché sono quattro generazioni importanti, tutti ti conoscono e non è semplice da gestire ma  per me portare il cognome della mia famiglia è molto bello, è un mondo che ci appartiene, nel quale personalmente sono cresciuto, conoscendo le storie di generazioni e per me rimane un’emozione immensa quando salgo all’ interno dell’ abitacolo ed affronto una competizione”.

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