Claudio Michelacci

STRADA (GREVE IN CHIANTI) – E’ un Chianti Nord lanciatissimo quello che si appresta a disputare le ultime quattro giornate del girone E di Prima categoria.

Dove è sesto a quota 40 punti, a un soffio dai playoff: che oggi dicono Torrita 42, Atletico Levane Leona 43 (sconfitta nell’ultimo turno pre pasquale 1-0 in casa), Tegoleto 50, Castelnuovese 52.

Ne abbiamo parlato con Claudio Michelacci, ormai mister-icona dei biancoverdi di Strada in Chianti, con presenza decennale sulla loro panchina.

Michelacci, questo Chianti Nord ha ingranato marce altissime: si aspettava questo cambio di passo?

“Questa è una squadra giovanissima, la più giovane di un girone con trasferte lunghissime, con squadre che avevano militato in categorie superiori, nobili decadute… . Anche perché abbiamo perso molti giocatori d’esperienza, fra trasferimenti e ragazzi che hanno chiuso la carriera. Quindi siamo partiti con tanti 2003, 2004, gli unici vecchi sono Cordini e Porreca (che però si è fatto male). C’era da crescere, ora abbiamo ingranato la marcia giusta, si sta bene insieme, ci siamo insomma: ma abbiamo fatto peccati di gioventù, soprattutto fuori casa. Noi ad esempio, abituati a giocare palla a terra sul sintetico, provavamo lo stesso su terreni che invece non lo permettono”.

State segnando valanghe di reti: avete cambiato qualcosa nella struttura offensiva? E’ questione di caratteristiche dei giocatori?

“Si sta segnando tanto, è vero, come non si era mai visto a Strada in Chianti. Qui il record stagionale era di Fiumi, con 9 gol, eguagliato da Butera lo scorso anno. Quest’anno abbiamo due ragazzi a 11 (Ponziani e Aiello): il reparto offensivo è una caratteristica di quest’anno, ed è una cosa che si è sviluppata negli ultimi tempi. Hanno trovato gli ingredienti giusti per star bene. Così come Dosso, che ha fatto “solo” due gol, ma ha preso cinque rigori e fatto undici assist. Poi c’è Farcas, un 2007 a quota 5 reti, che ora si è appieno calato nei dilettanti e non mi meraviglierei se il prossimo anno andasse in una categoria superiore”.

E ora? Con quali obbiettivi si chiude questa stagione?

“All’inizio dell’anno se mi avessero detto che facevamo 40 punti con una rosa così giovane e rivoluzionata, avrei messo la firma con il sangue. Ora si va a giocare tranquilli contro Bibbiena, Tegoleto, Capolona e Poliziana: certo, adesso il sogno sarebbero i playoff, all’inizio né programmati né inseguiti. Ma siamo lì, perché nasconderci?”.

Secondo lei, insomma, il Chianti Nord può sognare la Promozione?

“Più che un sogno sarebbe un miraggio. Io se sono stato qui tutti questi anni ho sempre sperato nel bene di questa società, e mi sarebbe piaciuto arrivare a giocare un campionato con i guardalinee ufficiali per mandare in pensione quello nostro, storico (sorride, n.d.r.). La vedo quasi impossibile, ma nel calcio mai dire mai. Già andare ai playoff sarebbe un grande traguardo per noi”.

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