Al centro, Aurora Sandrucci

IMPRUNETA-GALLUZZO – La pallavolo italiana è da anni ai vertici, sia la nazionale maschile che quella femminile sono campioni del mondo.

A livello di club Scandicci è campione del mondo in carica, Conegliano campione d’Europa e anche quest’anno ben due squadre – sempre Scandicci e Conegliano- parteciperanno alle Final Four di Champions League.

Da qualche settimana anche nella piccola Tavarnuzze c’è una ragazza di 15 anni che gioca a pallavolo e da sta iniziando a calcare i campi di tutta la regione con la Serie D.

Non certo un primato di precocità – abbiamo visto esordire una 13enne in Serie A – ma sicuramente motivo di orgoglio per la comunità tavarnuzzina.

Parliamo di Aurora Sandrucci, che milita nella Certosa Volley. Che, dopo aver iniziato la stagione in Under 16 agli ordini di coach Barbara Bonini, da qualche settimana è aggregata al gruppo di Serie D verdeblu sotto l’occhio attento di coach Gianni Innocenti.

SportChianti l’ha incontrata (con il permesso di società e genitori ovviamente) per scoprire le sue emozioni e sensazioni di questo esordio inaspettato con le “grandi”.

Aurora, quali sono state le tue emozioni e sensazioni al momento della convocazione e dell’esordio?

“La convocazione è arrivata abbastanza tardi e quindi molto inaspettatamente. Non ho avuto nemmeno il tempo di rifletterci e farmi troppe paranoie che ero già in campo e da una parte è stato un bene”.

Raccontaci un po’ di te, come hai iniziato?

“Ho iniziato pallavolo a circa 8 anni, perché ci giocavano alcune mie amiche e quindi mio babbo mi ha proposto di provare, e da lì ho continuato ed è diventata una grande passione oltre che uno sport bellissimo da praticare”.

Sei giovanissima, come ti sei sentita ad entrare in un gruppo dove le compagne sono comunque molto giovani ma già con esperienza in categoria?

“Normalmente non mi faccio troppi problemi a entrare in un gruppo nuovo, e sebbene loro siano più grandi, anche se di poco, e hanno più esperienza, mi hanno accolto bene e è stato abbastanza semplice, soprattutto quando sono in campo le differenze si annullano”.

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