BAGNO A RIPOLI – Un lungo sfogo dai suoi canali social. Dopo essere rimasto fuori dalle prime posizioni dei Mondiali indoor di getto del peso Leonardo Fabbri un altro peso, ben più consistente, se l’è tolto dallo stomaco.
Con uno sfogo sui suoi canali social. Sincero. Di getto verrebbe di dire, rimanendo ancora al suo sport.
Uno sfogo che ci racconta tanto di chi siamo in questi tempi. E quanto le parole feriscano anche chi è grande e grosso come il pesista ripolese.
“Dopo una gara importante andata male è facile giudicare, è facile parlare – inizia Fabbri – Ma quello che resta dentro, quello che si prova davvero, è molto più complesso. Dopo Parigi ho sbagliato, sì. Me ne prendo la responsabilità”.
“Ma ci sono stati anche altri fattori – svela – E soprattutto c’è stato qualcosa che mi ha colpito più di tutto: gli insulti. Non tanto a me, perché in qualche modo ci sono abituato, ma alla mia famiglia. E da lì qualcosa si è rotto. Da quel momento non riesco più a vivere le gare come prima. Non riesco a divertirmi, a essere leggero, a esprimermi come faccio in allenamento o nelle gare… normali”.
Si mette a nudo Fabbri. Con coraggio: “Dopo ogni gara c’è sempre qualcuno pronto a dire che sono un coglione, che valgo solo nelle gare della “parrocchia”. Tutto questo per un errore. Eppure la mia carriera parla chiaro: tre medaglie mondiali, un oro europeo con record dei campionati, una Diamond League vinta con 22,98 (quinta misura della storia e record italiano di più alto valore tecnico). Non lo dico per vantarmi, ma per ricordare a me stesso prima di tutto chi sono”.
“La verità – ammette – è che sto passando un momento difficile. Un buco nero che non mi permette di essere sereno, né felice. Ma c’è una cosa che non cambierà mai: io non mollo. Ho toccato il fondo tante volte nella mia vita, e ogni volta sono tornato più forte di prima”.
Insomma, Leo combatte: “Sto lavorando ogni giorno per migliorare. Sono ossessionato dal farlo. Il mio mental coach è una persona straordinaria, e insieme stiamo facendo un lavoro incredibile. E sinceramente, mi sono stancato di sentire giudizi anche su questo”.
“Non ho mai cercato compassione – tiene a precisare – Le critiche, quelle vere, mi hanno sempre fatto crescere. Ma quello che è successo dopo Parigi è qualcosa di diverso. Scrivo questo per far riflettere chi commenta, chi giudica senza sapere. Sono bravo a lanciare il peso, sì. Ma sono anche un ragazzo che ogni giorno si impegna nel realizzare i suoi sogni. E come tutti, posso sbagliare”.
“Sbagliare fa parte dello sport – conclude Fabbri – Fa parte della vita. Tutto quello che ho costruito fino ad oggi nasce dalla passione. Per questo sport. Per la vita. E la luce… la rivedrò presto”.
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