SAN POLO (GREVE IN CHIANTI) – Non ci sta il San Polo, e alza la voce dopo le proteste sul campo di ieri, domenica 4 dicembre, durante e dopo il derby perso per 2-1, in casa, contro il Mercatale.

A parlare sono il presidente Massimo Ravenni e il vicepresidente (e main sponsor) Francesco Sarti.

“A nome del consiglio direttivo dell’ASD San Polo – iniziano – ci troviamo costretti a intervenire pubblicamente. Non è nello stile della nostra società entrare nel merito delle direzioni arbitrali, ma sentiamo il dovere di difendere il lavoro, il sacrificio economico e l’impegno costante di tutte le persone che, a qualsiasi titolo, fanno parte della nostra realtà”.

“Nella gara di ieri – denunciano – per l’ennesima volta, la direzione arbitrale (nel caso specifico del signor Giacomo Coppi della sezione Valdarno, n.d.r.) ci ha visto pesantemente penalizzati”.

“Decisioni difficilmente comprensibili – argomentano – come il mancato rigore non concesso dopo pochi minuti per un evidente fallo da dietro, un gol annullato senza motivazioni chiare nella ripresa, oltre ad altri episodi dubbi in area di rigore e a una gestione complessiva della gara che è apparsa provocatoria anche nei confronti dell’ambiente esterno”.

“Una conduzione – rimarcano – che ha finito per generare un parapiglia finale evitabile e inutile, figlio di un clima di crescente esasperazione”.

“Purtroppo – incalzano Ravenni e Sarti – si tratta di un copione che si ripete con frequenza nelle nostre gare: episodi controversi che si risolvono sistematicamente a nostro sfavore, come già accaduto nelle recenti partite contro Gracciano e Tavarnuzze, senza voler entrare in un elenco dettagliato”.

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“Il rischio concreto – sottolineano – è quello di portare all’esasperazione un ambiente che, storicamente, si è sempre contraddistinto per correttezza, calma e pazienza”.

“Chiediamo rispetto e attenzione – rimarcano ancora – consapevoli che l’errore fa parte del gioco, ma altrettanto convinti che esso non possa diventare sistematico né compromettere il senso di equità e imparzialità delle competizioni”.

“La nostra società – concludono – continuerà a difendere i propri valori e il lavoro di chi ne fa parte, auspicando che situazioni simili non debbano più ripetersi”.

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