I funerali di Marco Pezzati (foto Scandicci Calcio)

SCANDICCI – Si sono svolti ieri a Scandicci i funerali di Marco Pezzati, il 31enne calciatore morto nei giorni scorsi in un incidente stradale in Calabria.

Tantissimi coloro che sono arrivati a dargli l’ultimo saluto. Come tantissime sono state in questi giorni le testimonianze di affetto. 

Segno inequivocabile di un ragazzo che aveva ben seminato ovunque aveva calcato un terreno di gioco. E non solo in campo.

“Cori, striscioni, fumogeni – lo ricorda così la società blues sui suoi profili social – Da Scandicci, da Firenze, dalla Calabria”.

“In tantissimi – proseguono – alla chiesa di Badia a Settimo per i funerali di Marco Pezzati, indimenticato difensore blues scomparso nella notte tra mercoledì e giovedì scorso in un tragico incidente stradale”.

Ciao giovane Merenda e Andiamo ragazzi: botte e schianti – prosegue la società, profondamente colpita da questo lutto – recita la maglia dello Scandicci dedicata a Marco, con uno dei motti preferiti di un ragazzo d’oro, speciale, unico, dentro e fuori dal campo”.

“Ciao Marco – conclude lo Scandicci – Per sempre uno di noi”.

Nei giorni scorsi anche il sindaco di Scandicci, Sandro Fallani, aveva voluto salutarlo: “Marco adesso giocava in Calabria, luogo dove è avvenuto l’incidente d’auto, ma per tantissimi anni è stato uno delle colonne del settore giovanile dello Sporting Arno e poi dello Scandicci, squadra con la quale ha esordito in Serie D”.

“Ci siamo sentiti con Fabio Rorandelli, Claudio Davitti, suo allenatore, Marzio e Sergio Niccolai – aveva ricordato il giorno della notizia della scomparsa – e non siamo riusciti a trattenere la commozione”.

“Ragazzo cresciuto in città – aveva proseguito Fallani – famiglia straconosciuta, laureato in Economia e commercio, ogniqualvolta lo incrociavo per strada sempre sorridente e pronto a scambiare due parole”.

“Ho celebrato il matrimonio del fratello – aveva scritto ancora il sindaco – ingegnere alla Ferrari, e spesso ne parlavamo con Claudio Davitti delle sue doti, del suo carattere”.

“Mi sembra incredibile, davvero – aveva concluso – Ci stringiamo tutti attoniti attorno alla mamma e ai suoi fratelli. Ciao Marchino”.

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