Le ultime prove in vista dello spettacolo di domenica 20 giugno

CHIESANUOVA (SAN CASCIANO) – Non è mai un momento banale. Ma stavolta lo sarà ancora meno, visto tutto quello che c’è stato dietro.

Domenica 20 giugno, dalle 20.15, il palco del Teatro Niccolini di San Casciano torna ad ospitare lo spettacolo di fine anno di Sancaballet, la scuola di danza diretta da Stefania Belli.

Ed è un concentrato di emozioni, passione, rinascita. Soddisfazione e voglia di non mollare. Mai.

“Vi aspettiamo con tanta emozione – dicono dalla scuola di danza – e speriamo che vogliate condividerla con noi. Per una scuola di danza e i propri allievi rientrare in un teatro è un momento magico, che aspettavamo ormai da tanto tempo. I posti sono limitati e potete prenotarli a segreteria@sancaballet.net oppure al 3397377953“.

“La soffitta dei ricordi” (omaggio a Gianni Rodari): questo il titolo dello spettacolo che verrà messo in scena, idea e coreografie di Stefania Belli e Margherita Mana.

“Abbiamo un piccolo gruppo di allieve – racconta Stefania – che non hanno mai mollato durante il lockdown. E che hanno continuato a seguire le lezioni on-line, che abbiamo cercato di rendere piacevoli, divertenti ed interessanti. Proponendo anche qualcosa di nuovo che non avremmo fatto se fossimo state in presenza”.

“Questo ci ha ripagato – riprende – perché il loro interesse si è mantenuto nel tempo, e siamo riuscite ad arrivare a fare le prime lezioni outdoor. E, alla fine, a tornare in sala”.

“Questi corsi – aggiunge – sono tenuti da me e Margherita Mana, e sono di per-formazione e formazione. Sono allieve che studiano propedeutica e danza classica, moderna e contemporanea. Io ho anche un piccolo gruppo delle bambine della predanza in età prescolare”.

“Per questo – tiene a dire – abbiamo deciso che avremmo voluto premiarle con un saggio di fine anno, anche se questo è stato un anno molto… molto particolare. Non sapevamo ancora quali sarebbero state le linee guida da seguire ad esempio, ma avremmo fatto un saggio in ogni modo. Per fortuna i teatri sono stati riaperti e così il premio migliore è stato quello di poterle farle di nuovo ballare su un palcoscenico. Sarà una grande emozione per tutti, anche per noi”.

“I nostri – ricorda Stefania – sono sempre stati saggi-spettacolo, con un tema a cui ispirarsi. E anche quest’anno abbiamo voluto trovare un filo conduttore. Avevo l’idea di avere in scena un baule dal quale far uscire oggetti e ricordi. Insieme a Margherita lo abbiamo quindi sviluppato: è al centro del saggio”.

“Quest’anno – a parlare è Margherita Mana – è stato senza ombra di dubbio pieno di cose che rimarranno nella nostra memoria. Indelebilmente. Ci siamo chieste, Stefania ed io, come saremo tra 10 anni. E come ricorderemo questo periodo speciale”.

“Questo – prosegue – ha portato il filo dei nostri pensieri ad incastrarsi in momenti del passato piacevoli, che ognuno di noi ha vissuto. E che corrispondono, per lo più, con le stagioni della fanciullezza e della prima giovinezza”.

“Abbiamo immaginato – dice ancora Margherita – che la memoria potesse essere accatastata in una soffitta. In bauli, valigie, scomparti, frigoriferi, oggetti; da lì si è pensato a delle filastrocche che riportassero indietro il pubblico all’infanzia. Ho scritto delle brevi poesiole in rima, che sono giochini da bambini, che si accostassero con grazia alle coreografie e al ritmo delle scene”.

“Le ho scritte – conclude – come se fosse un esercizio di stile “alla Queneau”, senza alcuna velleità poetica per carità, ma con profonda ammirazione e gratitudine verso colui che ha dato una voce cristallina a tanti bambini. E che ancora, in certi momenti, ci riporta su prati verdi della nostra giovinezza: Gianni Rodari”.

Adesso ci siamo quasi. La preparazione è agli sgoccioli. Poi si alzerà il sipario. E sarà di nuovo musica. Danza. Teatro. Palcoscenico. In bocca al lupo. Divertitevi.

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