ANTELLA (BAGNO A RIPOLI) – “Se non amassi le sfide non sarei mai venuto all’Antella. Ho sempre creduto in questi ragazzi, anche quando le cose andavano male. Abbiamo fatto qualcosa di eccezionale: adesso ci godiamo il risultato”.
Qualche giorno dopo l’impresa della seconda salvezza consecutiva, stavolta raccolta straordinariamente in anticipo, Stefano Alari torna sul percorso della sua Antella.
Mister, tutti gli anni sembra che la situazione sia critica, poi il finale è sempre un crescendo…
“E’ vero: a un certo punto che sembrava quasi che… E invece abbiamo fatto meglio dell’anno scorso. Ci speravamo, anche se il finale complicato del campionato, con tre settimane di pausa per noi, mi preoccupava e mi impensieriva. Siamo riusciti a chiudere subito il discorso e adesso ci godiamo senza patemi il finale di campionato”.
In questi tre anni i risultati sono sempre arrivati nel finale di campionato…
“Magari è una caratteristica anche mia. Anche se a volte mi è capitato anche il contrario, come al Firenze Ovest. Di sicuro è una questione di mentalità. Ma nei ragazzi ho sempre avuto fiducia, perché fin dall’inizio ho capito che non sono dei presuntuosi e quindi strada facendo sanno capire come e dove migliorare. E d’altra parte abbiamo fatto cose ottime, basta guardare il dato che abbiamo una delle migliori difese del campionato”.
Quale è stato il punto di svolta?
“Pensavo che potesse essere la vittoria sul Poggibonsi. E invece dopo sono arrivate tre sconfitte di misura con Fortis, Badesse e Rignanese. Ecco, a me la squadra ha fatto arrabbiare solo a Rignano, per l’atteggiamento. È stata l’unica volta in tutta la stagione: per il resto non ho mai avuto nulla da rimproverare ai ragazzi nemmeno quando abbiamo perso. Dopo Rignano ai ragazzi ho detto: il nostro campionato comincia a Foiano”.
E la risposta è stata la migliore….
“Abbiamo pareggiato al 94′ e si vedeva che la squadra voleva pareggiare per forza. È lì che è partita davvero la nostra rincorsa. La domenica dopo contro la Lastrigiana i ragazzi hanno dato l’anima e abbiamo vinto. Le vittorie fanno bene anche al morale ed è partita davvero la volata salvezza. Magari non sempre abbiamo giocato bene, ma io sono uno a cui giocare bene e perdere non piace mai. Preferisco giocare meno bene ma prendere i tre punti”.
Quanto sperava davvero nella salvezza anticipata a inizio stagione?
“Ci speravo. Ma sapevo che sarebbe stata dura, per una società con un budget ridotto come il nostro e con tanti giovani. Per me è stata una grande vittoria anche la valorizzazione di tanti giovani, che hanno dato un contributo importante anche quando per infortunio si sono fermati giocatori importanti come Merciai, Bargelli, Dolfi e Castiglione. Vedere le cose che hanno fatto giovani come Grattarola, Posarelli e gli altri mi rende felice. Ci siamo salvati tutti quanti insieme, giovani e “vecchi”.
Era una sfida provare a salvarsi la scorsa stagione. È stata una sfida ancora più impegnativa quest’anno tentare di fare il bis…
“Ma io sono questo qui. Quello che ha preso il Vicchio ultimo in classifica. Quello che si è votato alla causa dell’Ovest per tanti anni. Le sfide non mi hanno mai fatto paura e non ho mai fatto calcoli. Io credo che se non accetti le sfide non fai questo lavoro. È chiaro che, se scegli il Poggibonsi e hai in mano una Ferrari, poi hai pressioni diverse addosso. Se avessi fatto calcoli non sarei mai venuto all’Antella tre anni fa, a prendere una squadra reduce da un secondo posto in Promozione. Io invece ci ho creduto. E ci ho creduto l’anno scorso e ci ho creduto anche quest’anno. E adesso mi godo il risultato ottenuto”.
Per la prossima stagione si prepara un’altra impresa ad Antella?
“Ancora è presto per parlare di futuro. Intanto godiamoci questo finale di campionato”.
Gabriele Fredianelli
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