GALLUZZO – Francesco Perini è un uomo felice. Il mister dell’Audace Galluzzo, al triplice fischio della finalissima playoff di domenica scorsa, vinta per 1-0 contro l’Intercomunale Monsummano, è stato travolto dalla felicità.
Di una salita in Promozione promessa a chi, purtroppo, non c’è più, come l’ex vicepresidente Franco Tanini.
Per una gioia da condividere con quello che lui chiama il nostro “paese”, il Galluzzo. E, soprattutto, con i suoi ragazzi e il suo staff.
Tutte emozioni che ha raccontato in questa bella chiacchierata con SportChianti.
Mister, più felice per l’obiettivo conquistato, per i ragazzi, i tifosi, o per aver mantenuto una promessa fatta a chi, purtroppo, oggi non c’è più?
“Al triplice fischio domenica è normale che la prima persona a cui ho pensato è stato Franco Tanini, che insieme al presidente Franco Angelozzi mi ha portato ad allenare il Galluzzo. E’ grazie a loro se sono riuscito a centrare questa meravigliosa annata. Poi dopo i ragazzi: un gruppo che ha fame, unità di intenti, unione fuori dal campo, una famiglia. Devo solo ringraziarli, sono loro i principali attori di questa vittoria. Per quanto riguarda i tifosi è il primo anno che al Galluzzo è cambiato qualcosa, ed è grazie ai componenti dello staff: che hanno riportato amore in paese per questa maglia. La strada è questa, abbiamo bisogno della gente in tribuna”.
E’ stata una stagione pazzesca, con l’incredibile recupero finale sul Calenzano ma, poi, la sconfitta nello spareggio: lì ha temuto in un contraccolpo troppo pesante per i suoi?
“E’ una domanda che centra quelle che sono state le mie paure. Dopo la grande rimonta, arrivare a pari con il Calenzano, dopo la sconfitta nello spareggio avevo paura di un crollo mentale che avrebbe potuto rovinare una annata incredibile: in 36 partite da agosto abbiamo perso solo 4 volte, siamo stati la miglior difesa, nei playoff non abbiamo subito gol. La paura è stata proprio quella, che i ragazzi crollassero: e lì ho avuto uno staff eccezionale, quello composto da Bernardo Tucci, Simone Carli, Stefano Gherdovich e Duccio Vanni, che ha lavorato alla grande per non far mollare la presa”.
C’è qualcosa o qualcuno di specifico che si sente di nominare in questo finale di stagione così dolce?
“Faccio l’allenatore da otto anni, non ho mai fatto il secondo, non sono partito da settori giovanili. Ho preso tante mazzate, ho fatto tanti errori. Non ho mai mollato, dagli sbagli si impara, sono cresciuto: e adesso questa soddisfazione penso di meritarmela. Dico grazie alla mia famiglia, che mi ha sopportato e supportato nei momenti difficili”.
Ora che la Promozione è conquistata, la vedremo su questa panchina anche l’anno prossimo: ormai c’è anche la conferma ufficiale della società.
“Sì, e sarà una annata difficile, da neopromossi. Servono qualità e innesti giovani importanti. E serve mantenere questo zoccolo duro: sono dei guerrieri. Mai visto uno spogliatoio così: lavoreremo sulla continuità e sono convinto che faremo bene”.
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