SAN CASCIANO – Una lunga lettera aperta dedicata alla Sancascianese. Inviata ai compagni di squadra e pubblicata sui suoi canali social.

Giulio Lumachi, il “Puma”, attaccante, 29 anni, oltre 100 reti in gialloverde, saluta così la “sua” Sancascianese.

Cara Sancascianese, quante ne abbiamo passate insieme.

Ogni anno ho sempre pensato che rimanere qua fosse la scelta più difficile; d’altronde, si sa: “essere della Sancascianese è bello e impegnativo”.

Adesso, invece, l’aspetto più difficile per me è accettare che una fantastica fase della mia vita sia giunta al capolinea.

Il bello degli obiettivi è che, quando li raggiungi, ti senti ripagato per tutti i sacrifici fatti; il “brutto” è che poi bisogna porsene di nuovi, se si vuole continuare a dare il meglio di sé.

Altrimenti si rischia di accontentarsi e di pensare di poter vivere di rendita per ciò che di buono si è fatto.

Io con voi non ho semplicemente raggiunto degli obiettivi, ma ho realizzato qualcosa che probabilmente mi era difficile perfino sognare.

Siamo ripartiti dalle basi e dai campi della Seconda categoria senese, per poi ritrovarci a giocare contro società blasonate e in stadi storici come quello di Piombino.

Partenza storica alla Sancascianese: dopo 102 gol in gialloverde il “Puma” dice addio

Nel mezzo ci sono stati playoff di Seconda categoria, playoff e playout di Prima categoria e, soprattutto, una finale di Coppa Toscana di Seconda categoria mai disputata, che al tempo stesso è stata la delusione più grande fino a quel momento, ma anche un nuovo obiettivo da porsi: riguadagnarsi la possibilità di vivere una serata del genere.

E in tutte queste stagioni tutt’altro che banali, nelle quali c’è sempre stato qualcosa per cui lottare fino all’ultima partita, direi che la sera del 12 marzo 2025 ha dato un senso a tutto.

E io, diciamocelo, più che segnare un gol decisivo in una finale di Coppa Toscana al 120° minuto, con la squadra del mio paese, con la fascia di capitano al braccio e davanti a tutti i nostri tifosi, un gol che poi ci avrebbe anche regalato la Promozione… cosa posso chiedere di più? Ancora oggi faccio fatica a crederci.

E poi, come se non bastasse, nello stupore generale ci siamo presi una splendida salvezza diretta da ripescati il 1° agosto, in un campionato che qui mancava da oltre vent’anni, insieme alla mia soddisfazione personale di superare i 100 gol con questa maglia. Il tutto portando avanti la nostra filosofia.

Ecco, se otto anni fa, quando ho firmato, qualcuno mi avesse raccontato che sarebbe successo tutto questo, gli avrei detto di non prendermi per il culo. E invece è successo davvero. E se tutto questo è stato possibile, è merito di tutti.

Desidero quindi ringraziare il presidente Aldermaro e tutte le persone che gravitano intorno alla società, che sono davvero tante; tutti gli allenatori e i componenti dei vari staff che ci hanno accompagnato in questo lungo percorso, soprattutto il grande Saverio.

I direttori sportivi, in particolare Duccio, con il quale è iniziato tutto questo; tutti i tifosi sancascianesi, diventati famosi perfino nelle questure di Pisa e Livorno; e infine tutti i compagni che sono passati dallo spogliatoio, dai più giovani, che ho allenato e che oggi sono diventati giocatori, a coloro che hanno condiviso con me tutto, o quasi, questo percorso.

Abbiamo fatto grandi cose e so di lasciare la squadra in ottime mani.

E dunque eccomi qui, dopo 227 partite, 102 gol e otto anni vissuti appieno dentro e fuori dal campo, colmo di gratitudine e affetto, a salutarvi.

Ho sempre cercato, per quanto possibile, di tenere separato il “me” giocatore dal “me” tifoso sancascianese e parte di questa società e comunità, e penso che sia stato anche questo a permettermi di contribuire ai risultati raggiunti.

Adesso il me giocatore mi dice che la mia missione, per il momento, è finita e che ho bisogno di provare qualcosa di nuovo e di diverso, qualcosa che probabilmente, se non provassi adesso, non proverei più, dato che nel frattempo gli anni sono passati anche dal punto di vista anagrafico.

Non voglio rimanere soltanto per essere fedele alla storia che abbiamo vissuto, perché fedele lo sono stato sempre, e ne sono sempre stato orgoglioso e onorato.

Mi sembra superfluo dire che questo è un arrivederci e non un addio, anche perché dovrò pur provare le maglie nuove, prima o poi.

Ho dato tutto e ho ricevuto tutto. Meglio di così non poteva andare.

Ci vediamo a giro, il vostro Puma.

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