SAN CASCIANO – E’ un presidente Aldemaro Becattini a dir poco soddisfatto, ma allo stesso tempo riflessivo, quello che annuncia il pagamento, proprio nel giorno del Santo Patrono del paese, San Cassiano (13 agosto) dell’ultima rata di un finanziamento che per anni e anni è stato un macigno per i conti e le attività della Us Sancascianese Calcio.
“Finalmente il 13 agosto abbiamo pagato l’ultima rata di un finanziamento storico – esordisce il presidente – che ha condizionato la nostra società per oltre 20 anni. Tale finanziamento serviva a riparare un debito di notevole importo contratto dalla precedente gestione”.
“L’estinzione di questo finanziamento – ammette – rappresenta un’importante tappa di un viaggio che ancora non è concluso. Questo risultato non è frutto di un lavoro individuale del sottoscritto, ma il risultato di un importante lavoro di squadra”.
“Ringrazio quindi la mia famiglia – tiene a dire – i miei collaboratori, i consiglieri, i volontari, i nostri fornitori che hanno accettato con enorme pazienza pagamenti dilazionati nel tempo. Grazie di cuore anche alla componente sportiva: agli allenatori, ai direttori sportivi, ai giocatori e a tutti coloro che hanno accettato di collaborare con la Sancascianese a prezzi e condizioni al di sotto delle aspettative date dal mercato dilettantistico attuale. Desidero ringraziare anche l’amministrazione comunale e ChiantiBanca che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Senza tutte queste persone, che ho avuto l’onore di coordinare, non avremmo mai raggiunto i nostri obiettivi sia economici che sportivi”.
Poi, però ammonisce tutti: “La nostra società, infatti, e tutti i suoi tesserati ancora oggi debbono fare grandi sacrifici per portare avanti la nostra attività. C’è quindi bisogno di alcune precisazioni”.
“Le società calcistiche dilettantistiche – dice Becattini – rappresentano un patrimonio fondamentale per il nostro territorio: offrono a ragazzi e ragazze la possibilità di praticare sport vicino a casa, promuovono la socializzazione e contribuiscono a diffondere uno stile di vita sano. Tuttavia, tutto questo comporta costi sempre più elevati, sia per le società sia per le famiglie”.
“Se vogliamo continuare a far crescere i nostri vivai – riprende – è indispensabile individuare nuove forme di sostegno, oltre all’impegno e alle iniziative che ogni società organizza per reperire risorse. In quest’ottica, considero interessante la proposta avanzata da Ombroni di destinare il 3% degli ingaggi dei calciatori di Serie A alle società dilettantistiche”.
“Allo stesso tempo – conclude – dobbiamo riflettere sulle parole del presidente Mangini. La riforma dello sport, pur avendo introdotto importanti novità, ha generato costi significativi che gravano su bilanci già molto fragili. Per questo è fondamentale che tutte le società facciano squadra, sostenendo con convinzione le proposte del nostro presidente regionale nell’interesse di tutto il movimento dilettantistico”.
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