FIRENZE – Grande novità su una panchina di Promozione (girone C): Alessio Miliani non è più l’allenatore del Centro Storico Lebowski.
Che per la sua sostituzione sceglie una soluzione interna, spostando… dalla scrivania alla panchina il ds Raffaele Ballini. Ma andiamo per ordine.
“Domenica sera – si legge in una nota della società grigionera – al termine della gara con il Viciomaggio, il mister Alessio Miliani ha presentato le sue dimissioni dalla guida della prima squadra maschile. Dopo un confronto serio e approfondito abbiamo deciso di accettarle”.
“Gli elementi presi in considerazione per arrivare a questa decisione sono stati molteplici – spiegano – Ha pesato certamente l’andamento calante in campionato, pur senza dimenticare che tra un mese saremo impegnati nella semifinale di Coppa”.
“Un rendimento – viene sottolineano – che, soprattutto nelle ultime partite, non può essere ricondotto alla sfortuna o a singoli episodi favorevoli agli avversari, ma che rappresenta piuttosto il segnale evidente che qualcosa non stava più funzionando”.
“Questo esito tuttavia – tengono a precisare dal CSL – non deve far pensare (come talvolta accade nel calcio “dei grandi”) che basti una singola mossa per risolvere tutto: sarà responsabilità di tutto l’ambiente reagire, risollevarsi e tornare a sorridere”.
“Vogliamo però sottolineare ancora una volta – tengono a dire – la dedizione totale del mister al calcio e al Lebowski, in questi due anni abbondanti di guida tecnica. Una passione e un impegno che non devono essere messi in ombra per nessun motivo. Con Alessio sulla nostra panchina siamo arrivati a giocarci le due partite più prestigiose, fin qui, della nostra storia: la finale di Coppa di due anni fa e il Playoff dell’anno scorso. Giornate che resteranno tatuate per sempre sulla nostra pelle”.
“Il lavoro svolto fin qui – concludono dal Centro Storico Lebowski – proseguirà sul campo con il direttore sportivo Raffaele Ballini, chiamato a guidare la squadra, affiancato dal vice Matteo Celentano. Ci attende subito una partita difficile e affascinante, sia in campo che sugli spalti, ad Alberoro”.
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