BARBERINO TAVARNELLE – E’ un Vitaliano Bonuccelli che non riesce a trattenere la rabbia di fronte alle decisioni arbitrali.
Dopo il clamoroso rigore non fischiato al 95′ di San Donato Tavarnelle-Aquila Montevarchi di domenica scorsa, che avrebbe probabilmente dato un risultato diverso invece dello 0-0 finale, è arrivato il calcio d’angolo che, ieri, al 96′, ha permesso allo Sporting Trestina di acciuffare il 3-3.
Al termine della partita che ieri, mercoledì 14 gennaio, ha visto giocarsi il recupero della gara saltata per neve nel giorno dell’Epifania, il tecnico gialloblu è furibondo.
E, pur con la consueta eleganza ed educazione, non le manda a dire: “Quando fai una partita con 10 assenze, di cui 6 titolari, fai fatica. E dispiace che tutte le situazioni non dipendano esclusivamente da noi. Si è visto con il rigore non fischiato domenica scorsa, o il calcio d’angolo assegnato al Trestina. Che non c’era”.
“La partita era finita – prosegue – Io non ho mai detto una parola, ma così è troppo. Il Trestina ha meritato, ma l’episodio finale non ci sta: gli arbitri devono darci il nostro. Siamo l’unica squadra a cui ancora non è stato concesso un calcio di rigore!”.
“Abbiamo giocato con tantissimi ragazzi giovani – aggiunge Bonuccelli – qualcuno non aveva giocato mai. Dispiace pareggiare così, anche perché saranno 7-8 episodi che si verificano in questo modo: ce lo dicano che non ci vogliono in questa categoria. Faremo una chiavetta con tutte le immagini”.
“Io – conclude – non ho mai detto una parola, con le difficoltà di rosa che abbiamo, rotture di ginocchia, caviglie: ma questi ragazzi non vengono mai premiati da chi viene a dirigere le partite”.
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