Leonardo Del Mastio in acrobazia durante il raduno in nazionale

BARBERINO TAVARNELLE – “Ti basta provare una volta ed è subito amore”: racconta semplicemente così Leonardo Del Mastio il beach handball, la pallamano da spiaggia.

Il giocatore della Pallamano Tavarnelle ha appena vissuto la grande gioia della convocazione in Nazionale per un raduno a Chieti in vista dei prossimi campionati europei.

“Sono stato sorpreso io per primo, non me lo aspettavo – racconta Leonardo parlando della chiamata da parte del c.t. Maione – E’ stata davvero una bella esperienza, sia a livello umano che sportivo”.

Del Mastio con il gruppo degli azzurri: è il secondo da sinistra in basso

Del Mastio si è avvicinato a questa disciplina quando giocava ancora a Poggibonsi.

“Me la fece conoscere l’allenatore di allora Vincenzo Malatino – ricorda – che era stato anche commissario tecnico della nazionale”.

E, come racconta ancora, “è stato davvero amore a prima vista”.

Perché, come spiega, “si gioca in spiaggia, passi una giornata al mare, è una versione molto più dinamica della pallamano: fai tiri al volo, in acrobazia, è molto creativo e divertente”.

In azzurro ha ritrovato diversi ragazzi che già conosceva e adesso Leonardo coltiva il sogno di rimanere nel gruppo: “Per larga parte la squadra è già formata, ma anche se non fossi convocato per gli Europei spero comunque di restare in questo gruppo”.

“Il livello è davvero molto alto – sottolinea – ci sono giocatori che hanno fatto esperienze importanti come le Olimpiadi. Però ci sono anche tanti giovani, il clima è stato sereno, si è creato subito un bel senso di gruppo e di affiatamento”.

Intanto, fuori dalla sabbia, la testa è ovviamente rivolta anche alla Pallamano Tavarnelle: “Da inizio 2023 abbiamo cambiato marcia, ci manca davvero poco per avere la certezza matematica della salvezza che era il nostro obiettivo”.

Gioia in casa Pallamano Tavarnelle: Leonardo Del Mastio convocato in nazionale italiana di beach handball

Dopo l’avvio stentato c’è stata una maturazione progressiva: “A livello mentale e di orgoglio è scattato qualcosa dentro di noi. Non era facile tornare in A2: il girone d’andata è servito per prendere le misure, conoscere meglio gli avversari, permettere a molti giovani di fare esperienza”.

“Poi c’è stato un moto d’orgoglio da parte del gruppo – conclude – Non meritavamo di stare così in basso per il gioco espresso. Ci mancava soltanto di trovare la fiducia. E adesso abbiamo dimostrato di meritare questa categoria”.

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