GREVE IN CHIANTI-BAGNO A RIPOLI – Fin dall’inizio del suo percorso con Karaterzetà, Annamaria – così come tutti gli allievi di questo meraviglioso progetto – ha fatto di tutto per essere parte attiva del Dojo di Tzubame ed Empi.

Ben presto è divenuta una pedina fondamentale nella famiglia in Karategi.

Oggi per tutti è semplicemente la “Nonna Anna”: i bambini infatti la considerano proprio come una nonna acquisita e le vogliono tutti un gran bene.

Mentre le ragazze agoniste del Dojo e la Maestra Francesca condividono con lei cene, aperitivi e uscite tra donne, confidandosi come farebbero con un’amica.

Fino a questo punto solo una bella storia ma… ora viene il bello. E questa storia diventa giustissima per le festa di Natale.

Un mesetto fa arriva nel Dojo Filippo (nome inventato), bambino di 5 anni che vuol provare a fare il Giocokafrate.

“Volere, Potere e infine Riuscire” è un mantra che non è mai facile da perseguire e fin da piccini il problema si pone, ma se all’interno del Dojo cè una… Nonna Anna tutto può essere possibile!

“Entro solo se c’è la Nonna Anna con me!” dice Filippo all’ingresso del Dojo. E fin dalla prima volta, per tre lezioni consecutive, Filippo ha messo bene in chiaro le cose: lui, senza la Nonna Anna, non voleva proprio salire sul tatami.

Con la giusta pazienza, i giusti sorrisi, i continui incoraggiamenti, Nonna Anna ha saputo trasformare – in pochissime lezioni – il cucciolo impaurito e timoroso che non riusciva a confrontarsi con gli altri bambini e che voleva solo guardare le lezioni attaccato al suo karategi, in un bambino meravigliosamente integrato nel gruppo.

E con tanta voglia di giocare e fare karate.

Martina Metafonti

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