GREVE IN CHIANTI-BAGNO A RIPOLI – Sono già trascorse diverse settimane dall’uscita del decreto che ha imposto la chiusura delle palestre e dunque lo stop delle lezioni in presenza, ma il karate non si è certo fermato.

Da oltre un mese, gli allenamenti della Tzubame Dojo di Greve in Chianti – scuola di arti marziali del Maestro Michele Romano – e della Empi Dojo di Bagno a Ripoli si tengono su piattaforme digitali, con lezioni aperte a tutti gli iscritti e a chi desidera avvicinarsi a questa disciplina. 

La settimana di allenamenti in karategi si apre il lunedì sera, dalle 19.15 alle 20, con la lezione per adulti principianti (ma anche per chi ha voglia di provare il karate per la prima volta).

Si prosegue il martedì, dalle 16 alle 20, con le lezioni per tutte le età e gradi di cintura: si comincia con Karaterzetà – il consueto appuntamento dedicato agli ultrasessantenni – si prosegue con le lezioni dei bambini cinture colorate e si conclude con l’allenamento delle cinture nere e dei tecnici, tenuta da Maestro Michele Romano.

Il mercoledì è il giorno dedicato alle lezioni di teoria, grande novità introdotta con l’avvento delle lezioni online: si parte alle 18 con nozioni sulla storia del karate, si prosegue alle 18.30 con la lezione sui regolamenti di gara e sulle tecniche di arbitraggio (con visione di filmati e simulazioni delle due maggiori specialità del karate, il kata ed il kumite, e loro analisi tecnica) e si finisce con il consueto allenamento per principianti.

Il giovedì, alle 17.30, vanno in onda le lezioni di metodologia dell’allenamento, sotto la guida attenta e competente del Maestro Romano, formatore di disciplina riconosciuto dalla Scuola dello Sport.

Il venerdì si conclude il ciclo di allenamenti settimanali con lo stesso programma del martedì. Grazie a questo ricco programma di incontri e di allenamenti, entrambe le palestre hanno dimostrato di essere ampiamente presenti.

Non è facile, però, mantenere alto il morale e l’entusiasmo dei propri allievi ed è difficile spronarli a fare sempre meglio e a non perdere la costanza nell’allenarsi, operando dietro ad uno schermo.

È infatti innegabile che le lezioni in presenza e quelle da remoto non si possano considerare intercambiabili: queste ultime sono infatti ben più faticose, tanto per i Maestri che per chi le segue.

E allora, cosa si può fare? Per rispondere con le parole del Maestro Romano, occorre adattarsi alle circostanze e dunque evolversi.

Mettiamo quindi da parte per un istante tutte le difficoltà legate alla logistica: dimentichiamoci per un attimo di avere una connessione lenta, di non disporre di uno spazio adeguato in cui potersi allenare, di non avere molta dimestichezza con i mezzi tecnologici.

Ciò che di buono rimane in questa situazione e sul quale il Maestro invita a focalizzarsi è la sana abitudine da parte di tutti gli allievi a non rinunciare all’attività fisica settimanale, il desiderio di ritrovare ad ogni lezione amici e compagni (pur essendo connessi solo in rete e non di fatto), ma soprattutto la voglia di portare avanti i programmi di esame e di migliorare le proprie conoscenze.

E non sono chiaramente solo gli allievi ad essersi dovuti adattare a questi cambiamenti e ad aver fatto qualche sforzo per non perdere la costanza dell’allenamento: anche gli stessi istruttori e maestri hanno dovuto inventare nuovi modi per tenere alta l’attenzione e seguire nel miglior modo possibile i propri allievi.

Ad esempio, laddove una stanza piccola pone un limite agli spostamenti fisici dell’atleta, il buon Maestro vede un’opportunità per allenare nuovi modi di sfruttare lo spazio.

Non va poi sottovalutato un aspetto fondamentale di queste lezioni che continuano nonostante le difficoltà: la socialità.

Soprattutto per le persone più anziane del progetto Karaterzetà, gli incontri settimanali sono un’occasione per non perdere i contatti con i propri compagni di dojo e stare in compagnia per qualche ora.

In questo momento così difficile, in cui proprio la categoria dei più anziani sembra risentire dell’isolamento e della lontananza dagli affetti familiari, avere un appuntamento a loro dedicato e una solida rete di amicizie “di karategi” non fa altro che bene, tanto alla mente che al corpo.

Sull’altro fronte, per incentivare ulteriormente i bambini ad allenarsi e ad impegnarsi, vengono costantemente proposti nuovi giochi o gare interne alla palestra.

Tornei organizzati fin nei minimi dettagli, con tanto di arbitri e ufficiali di giuria, proprio come fossero quelle gare regionali a cui i ragazzi erano abituati a partecipare e che ormai non vedono più da un po’ di tempo.

E anche la preparazione per gli esami di passaggio di cintura non si è certo fermata: a lezione il maestro illustra il programma di esame per ciascuna categoria di cinture e ciascun karateka, in maniera autonoma sia all’interno che fuori dal contesto di lezione, lo ripassa fino a padroneggiarlo.

È da segnalare infine anche lo sforzo da parte della Federazione Italiana Karate (FIK) di mantenere vivo lo spirito agonistico nei vari praticanti grazie alla proposta di un primo (e sperimentale) torneo di karate virtuale, per il quale già gli atleti dei dojo grevigiano e ripolese si stanno preparando.

La tanto attesa Coppa Italia, la manifestazione a carattere nazionale più importante per le cinture colorate, è infatti quest’anno stata trasferita interamente in rete, per permettere così ai tanti appassionati di questo sport di non rinunciare a della sana competizione.

Martina Metafonti

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