POGGIBONSI – La partenza della stagione non è stata delle migliori per il Poggibonsi. Ma Federico Borri non perde l’ottimismo. E regala parole d’amore alla maglia giallorossa.

“Giocare nel Poggibonsi è un onore e mi regala molti stimoli. Indossare la maglia giallorossa mi riempie d’orgoglio. Questa è la mia città. Ora sta a me dimostrare” ha detto in conferenza stampa.

“Ho impressi nella mente vari ricordi da piccolo tifoso – ha raccontato – Sono cresciuto allo Stefano Lotti, recandomi spesso in trasferta a seguito della squadra assieme a mio padre. In testa ho ancora una gara esterna a Ferrara contro la Spal. Osservavo con ammirazione i calciatori del Poggibonsi del tempo. Ora si sono capovolte le cose”.

“Qui le aspettative sono sempre alte. Dobbiamo alla città e ai tifosi il massimo impegno – ha ricordato – In questo inizio di stagione sicuramente non ci ha fatto piacere uscire dalla Coppa Italia e perdere contro il Fratres Perignano. E’ anche vero che l’organico è totalmente rinnovato e che finora avevamo lavorato su un impianto di gioco magari non automatico per la categoria. Adesso abbiamo cambiato sistema, quindi ci dobbiamo ancora assestare. Vedo comunque un buon futuro davanti a questo gruppo, perché sotto il profilo umano ho notato dei valori significativi per l’Eccellenza, i quali a lungo andare ci porteranno punti”.

“Ovviamente adesso abbiamo bisogno dei risultati, anche se a Certaldo e a Perignano i punteggi del campo non sono stati veritieri rispetto alle prestazioni – la sua analisi – Mi sono integrato perfettamente a Poggibonsi, perché conoscevo quasi tutti, sia in Società che nello spogliatoio. Venendo da tanto tempo di inattività ed anche alla luce di infortuni che ho subito in passato, sono riuscito comunque a non saltare troppi allenamenti durante la preparazione e mi reputo soddisfatto. Sul finire della partita di Certaldo ho accusato un problemino che purtroppo ha avuto strascichi per una settimana”.

“La speranza è rivedere gente allo Stadio – ha detto in chiusura – dato che senza pubblico il calcio in queste categorie perde di valore. La salute però va anteposta a tutto”.

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