A sinistra Simone Chellini, a destra Francesco Porciatti

RADDA IN CHIANTI – E’ sul piede di guerra la Raddese, formazione di Terza categoria di Radda in Chianti. Che ha deciso di mettere nero su bianco un pensiero trasversale in molte società dilettantistiche.

“Ci troviamo costretti – scrivono il presidente Francesco Porciatti e il consiglio direttivo della Raddese – a dover trattare nuovamente il tema Covid tra i dilettanti, in quanto ad oggi è stata fornita nessuna rassicurazione in merito alla gestione della quarantena all’interno delle squadre dilettantistiche”.

“Il 9 settembre – ricordano – avevamo mandato una mail circolare a diverse società della provincia di Siena, alla quale solamente in pochissime hanno risposto, dicendosi preoccupate e arrabbiate per la gestione che ci veniva proposta”.

“Questo – accusano – come se il problema Covid riguardasse sempre gli altri e mai le proprie realtà, come se le squadre dilettantistiche non fossero composte da ragazzi che come priorità hanno e devono avere lavoro e istruzione e non il calcio”.

“Ma oggi – aggiungono – anche alla luce degli avvenimenti che hanno coinvolto Chianciano e Poliziana (alle cui società e atleti va tutta la nostra vicinanza), il tentativo di rimandare di Sant’Albino e Trequanda per il timore della situazione locale, non è il momento delle polemiche, per lo meno non fra società che come obiettivo comune hanno quello di fare sport”.

“Oggi – rivendicano – è il momento di essere compatti e pretendere soluzioni, trasparenza e chiarezza. La stessa chiarezza che è mancata nei protocolli Figc, dove è stato omesso il discorso della quarantena, dove non è ben specificato come debba avvenire la gestione per chi ha spazi ridotti, e più in generale viene scaricata completamente la responsabilità sulle società”.

“Noi – informano dalla Raddese – abbiamo deciso di affrontare questa problematica democraticamente. Abbiamo convocato tutti i nostri tesserati e li abbiamo messi al corrente di tutti i rischi, personali e non, ai quali andavano incontro partendo con gli allenamenti in gruppo e che riteniamo da considerare concreti; come già accennato prima, anche prendendo coscienza di un’emergenza sanitaria in aumento”.

“Risultato? – dicono – Metà della rosa non disponibile perché non può permettersi di rischiare un isolamento di 14 giorni (che poi non è detto, perché se al ritorno c’è un nuovo caso, riparte tutto da capo)”.

“Quindi – concludono – ci accodiamo alle parole di Chianciano e Poliziana e ci rendiamo disponibili per un comunicato congiunto. Aggiungiamo che, nel caso di mancati cambiamenti, ci riserviamo il diritto di valutare sul momento la partecipazione o meno alle gare. Questo non è calcio. Vogliamo soluzioni. Vogliamo chiarezza”.

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