GALLUZZO (FIRENZE) – “Nonostante le difficoltà e il dispiacere di non riuscire a vederci al campo con gran parte della squadra, stiamo avendo la costanza di ritrovarci via Skype tre volte a settimana per fare un’oretta di allenamento insieme; sicuramente non è appagante come un allenamento al campo dove tocchi il pallone, ma quantomeno passiamo un’ora insieme cercando di mantenerci in forma il più possibile”: parole del capitano dell’Audace Galluzzo Alessio Antongiovanni “ai microfoni” dei social gialloblù.
“Molto sinceramente per questa annata non vedo i presupposti per poterla continuare e pertanto finire – analizza – Prevedo una chiusura dei campionati con un’eventuale riprogrammazione del futuro appena le cose si saranno un po’ stabilizzate e potremo ipotizzare come e quando saranno effettuate le riprese dei campionati dilettanti”.
Intanto però anche la bella scelta di “scendere in campo” contro il covid donando in beneficenza il ricavato delle “multe” dello spogliatoio: “Questa cosa della donazione delle nostre “multe” racimolate durante l’anno è scaturita da un’idea comune lanciata per di più sul nostro gruppo da uno dei ragazzi più giovani della squadra. Sicuramente è stato un gesto che nessuno ci ha obbligato a fare e per il quale non abbiamo voluto fare troppa pubblicità, se non rendere partecipe e mettere a conoscenza la nostra società. A livello personale mi ha fatto capire ancor di più la generosità dei ragazzi che fanno parte del nostro gruppo”.
Poi un’occhiata alla stagione non troppo esaltante in casa galluzzina: “Quest’annata era partita con tutti i presupposti del caso, di sicuro non c’eravamo certo nascosti ai nastri di partenza e dovevamo essere una delle favorite del girone. Sono arrivati in gruppo giocatori importanti però purtroppo non siamo riusciti a fare quello che era nelle nostre potenzialità. Sicuramente dobbiamo fare un po’ tutti un “mea culpa”, anche se nel periodo clou della stagione dobbiamo dire che abbiamo avuto una serie di infortuni di giocatori fondamentali per noi, che certamente non hanno aiutato l’evolversi del nostro cammino”
“Ormai questa in corso è la settima stagione con la maglia gialloblu – racconta – che dire di questi sette anni? ci sono diverse cose che porto e porterò sempre con me: dai primi anni di Prima Categoria quando le squadre costruite erano composte da giocatori davvero importanti per la categoria, per proseguire poi con le ultime tre stagioni di Promozione in cui abbiamo dimostrato di essere altrettanto competitivi, arrivando nelle precedenti stagioni vicini alla zona per il salto di categoria. Di sicuro ogni annata è stata particolare e bella a modo suo ed aver ereditato da sei anni la fascia da capitano del mio amico Andrea Migliorini mi riempie di orgoglio, oltre ad essere la squadra del paese in cui abito”.
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