POGGIBONSI – Grazie alla penna magica di un cultore della storia giallorossa come Paolo Bartalini, rivivono in questi giorni sulla pagina facebook ufficiale del Poggibonsi le storie di alcuni “miti” del passato valdelsano.
L’ultimo lungo racconto in ordine cronologico è stato quello di Paolo Sardi, a lungo giocatore giallorosso e più tardi anche allenatore del San Donato in Poggio (pre-fusione).
Tanti i ricordi questo mediano classe 1994 arrivato in Valdelsa a metà degli anni ’60 proveniente dalla Ternana.
“Fu soprattutto il dirigente dei giallorossi Umberto Casamonti, di professione agente assicurativo, a dedicarsi all’opera di convincimento nei miei riguardi – racconta Sardi – E così, nel 1966, maturò il mio trasferimento al Poggibonsi. La squadra di Tempestini e Vannuccini, di Tonani, Cermeli e Donati. Tra i volti nuovi di quella mia prima stagione, anche due futuri colleghi allenatori: Brevi e Malvolti. Poi sarebbero arrivati Bettarini, Vaselli, Palazzoli, Baldini. Insomma, il gruppo allestito in quegli anni dal direttore sportivo Sergio Gilardetti”.
“A Poggibonsi trovai un ambiente ideale – prosegue – Società sana e coi piedi per terra, senza compiere troppi voli con la fantasia. Gente come piace a me: seria, genuina, appassionata, concreta. In quel clima per me ‘familiare’, mi capitò di portare più volte al campo sportivo anche la mia figlioletta, nata nel 1969”.
Tantissime emozioni in sette stagioni, comprese una retrocessione e poi la riconquista della Serie D e la fascia di capitano. E tanti i ricordi di campo, compresa una espulsione (del tutto ingiusta) a Grosseto e tanto altro ancora.
E poi Paolo Sardi allenatore: “Sì, soprattutto alla guida del San Donato. Tra Poggibonsi da calciatore e San Donato in Poggio da mister, ho vissuto complessivamente dodici-tredici stagioni. Siccome il mondo è piccolo, ho avuto tra i miei allievi nel team chiantigiano, prima della fusione con il Tavarnelle, anche Gabriele Grassini, figlio di Ivano con cui ho diviso una tranche del tragitto in giallorosso”.
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