foto tratta dal profilo facebook ufficiale della Rondinella

FIRENZE – “Il rimpianto più grande per me, se non torneremo in campo, sarà quello di non sapere come sarebbe finito questo campionato: un torneo così avvincente ed equilibrato”.

Parole e pensieri di Alessandro Francini, il tecnico della Rondinella Marzocco seconda in classifica nel girone C di Prima Categoria, dopo sei mesi di lotta serrata con Montelupo, Settignanese, Barberino e tutte le altre.

La situazione, ovviamente, al momento è decisamente sospesa: “Pensare al futuro ora è difficile, se non impossibile – continua – Parlo coi miei ragazzi e loro adesso sono più preoccupati del presente, anche se ovviamente avrebbero una voglia matta di tornare a giocare”.

“Lo ammetto – prosegue – è difficile pensare quale sarà l’impatto mentale e sociale dopo questo momento così difficile. Quali saranno le reazioni emotive e umane a rivivere lo spogliatoio che, per noi dilettanti, è la cosa più bella in assoluto. E un po’ mi fa anche paura, non mi vergogno di dirlo”.

“Nel caso si tornasse a giocare, ci faremmo trovare tutti pronti e tutte le squadre ripartirebbero dallo stesso punto – analizza – Diverso però sarebbe probabilmente la reazione psicologica di ognuno. E le ultime sei partite sarebbero un vero campionato a parte. Però davvero se non si giocheranno, quelle partite resteranno un rimpianto”.

Tra l’altro ieri sarebbe stata la giornata della finalissima di Coppa Toscana tra San Piero a Sieve e Castiglioncello. E a quella manifestazione è legato un altro rimpianto biancorosso (con il gol-beffa a tempo scaduto dopo aver rimontato lo svantaggio iniziale): “Non alleno da così tanti anni. Ma posso dire che l’uscita nei quarti è stata la mia delusione più grande. Senza nulla togliere al Casale Fattoria, credo che avremmo meritato di passare in quella occasione. Ma proprio in Coppa mi sono fatto l’idea che il girone C è in assoluto il più difficile di tutti i 6 di Prima Categoria. Magari non il più bello, ma il più equilibrato e agonisticamente impegnativo”.

Difficile anche pensare a che soluzione per risolvere un eventuale stop definitivo: “Una soluzione che accontenti tutti non la troveremo mai, partiamo da questo presupposto. E allora facciamo decidere chi di dovere: a noi il compito di accettare qualunque decisione. In situazioni eccezionali ci vogliono risposte eccezionali da noi addetti ai lavori. Ci vuole maturità”.

La Rondinella, col suo secondo posto, potrebbe giocarsi il passaggio in Promozione: “E’ chiaro che sarebbe bello passare di categoria. Ma lo dico molto serenamente: accetterò qualunque decisione senza problemi. Anche perché comunque il campionato mi sarebbe piaciuto giocarmelo sul campo: il 12 gennaio eravamo a -11 dal primo posto, adesso invece potevamo ancora giocarci la corsa sul Motelupo secondo me. Ma qualunque soluzione andrà bene. Non vorrei essere nei panni di chi dovrà decidere”.

Le piorità sono altre, al momento della ripartenza: “Prima di classifiche, sentenze, promozioni, l’importante è che ci restituiscano un calcio sicuro. Il calcio è bello perché si sta appiccicati in campo, perché ci si abbraccia dopo un gol, perché si festeggia davanti ai tifosi per quanti pochi possano essere. Per noi Dilettanti il senso è quello. Il divertimento è quello. Se si dovesse giocare con centomila accortezze e preoccupazioni, allora meglio aspettare e non ripartire”.

Gabriele Fredianelli

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