Pallamano Tavarnelle, parla il preparatore dei portieri Mori: “Un lavoro più mentale che tecnico”

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TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Da lunedì prossimo a lui saranno affidati, come di consueto, i cinque portieri della prima squadra (Vucci, Ciani ritornato da Siena, i ’99 Vanni e Panti e l’under 19 Camuto), oltre a tutti i colleghi di ruolo del settore giovanile biancoverde, che torneranno ad allenarsi tra fine agosto e inizio settembre.

Lui è Riccardo Mori, preparatore dei portieri della Pallamano Tavarnelle e da una vita in biancoverde (“ho cominciato a giocare in prima media e ho smesso da giocatore nel 2010” racconta).

Un lavoro che è tecnico ma anche e soprattutto psicologico: “Certo si lavora sulla tecnica e si prova a togliere i difetti. Ma il grosso dell’impegno è soprattutto mentale – racconta – un bravo preparatore deve sapere lavorare sulla testa, deve capire come prendere ogni ragazzo. Deve aiutare il portiere ad automigliorarsi. Il portiere è un ruolo strano. In campo poi sei lì da solo”.

“Ovviamente tra grandi e piccoli il lavoro da svolgere è diverso – continua a spiegare – Gli adulti li ho visti crescere tutti nel nostro settore giovanile: sanno cosa chiedo ed è più un lavoro di mantenimento con loro. Comunque con tutti gli allenatori la collaborazione è ottima e lavoriamo bene insieme sul campo”.

Con la prima squadra, quest’anno l’asticella si è alzata con la Serie A2: “Ci sono squadre molto attrezzate costruite per vincere – spiega Riccardo – Noi siamo giovani, tra i rientri da Siena e il nostro gruppo che ha fatto la B la scorsa stagione oltre a qualche nuovo innesto. È un mix che può essere interessante: l’obiettivo sarà la salvezza all’inizo, poi vedremo cosa dirà il campo. Intanto sarà importante fare subito gruppo. Anche in questo caso, con mister Pelacchi lavoriamo bene insieme. Mi sento molto libero e Matteo mi lascia carta bianca nel mio lavoro”.

Gabriele Fredianelli

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