GREVE IN CHIANTI – I “microfoni” sono i più svariati: da un guanto da portiere a una scarpa da gioco, da un rastrello a un martello, a… un secchio vuoto.

Perché per Michele Signorini, il “Signo”, dipendente comunale nella vita, “bordocampista” in queste torride serate di Danimarca’s Cup, l’intervista a fine gara al… peggiore in campo è una forma d’arte.

Aiutato a dire il vero da qualche buona promessa (in primis Leonardo Pierini), ma il solco tracciato è il suo.

E in attesa di ufficializzarvi il calendario dei quarti di finale, estratti domenica sera dopo lo spareggio vinto dal Burundi sulla Kamčatka, SportChianti lo ha incontrato.

Michele Signorini, il re del bordo campo alla Danimarca’s Cup. Da dove nasce la tua maestria nell’arte dell’intervista a fine gara? Hai un segreto che vuoi svelarci…?

“Il premio del peggiore in campo nasce naturalmente dal fatto che Sky attribuiva, anni fa, il premio di migliore in campo a fine partita. Ed essendo il nostro un torneo un po’ idiota, abbiamo pensato bene di fare il contrario”.

Come viene selezionato l’intervistato? Chi sceglie il peggiore in campo?

“Spesso il peggiore è selezionato ancor prima che inizi la partita, a seconda della nostra ispirazione. E con nostra intendo la mia e di altri tre o quattro organizzatori. Ovviamente deve essere uno con cui abbiamo confidenza e che sta al gioco. Ci è capitato in passato che qualcuno non l’abbia presa bene, visto che non capiva il senso ironico. Si vedeva gente sbalordita che diceva… ma come? Perché proprio io? Ho giocato bene!”.


Come ti ispiri nella scelta del “microfono”, ti vediamo utilizzare qualsiasi cosa ti passi sotto mano…

“Per quanto riguarda gli strumenti di registrazione, ovviamente, si prende quello che passa il convento…”.

Hai un modello di riferimento? Un bordocampista delle tv nazionali che ti ispira?

“Stimo, tra i giornalisti sportivi, Monica Vanali, per preparazione, cultura, intelligenza e tutto il resto che puoi ben capire. Ma questo non c’entra nulla con l’ispirazione al bordocampista…”.


Hai qualche peggiore in campo a cui sei particolarmente affezionato?

“Ho dei preferiti tra i peggiori in campo, ma non posso dirli altrimenti si sentirebbero… dei privilegiati”.

Scherzi a parte… e questa intervista ne è una conferma: quanto sono importanti la goliardia e la voglia di non prendersi troppo sul serio nella Danimarca’s Cup?

“La goliardia è il 99% del torneo, anche perché questa ri-edizione nasce da un gruppo di persone che con il calcio giocato hanno poco a che fare, me in primis. E a prescindere da tutto, bisogna ringraziare assolutamente il primo e unico fondatore di questa Danimarca’s Cup, ovvero Gabriele Cerofolini“.

Matteo Pucci

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