BAGNO A RIPOLI – Cure2Children ha una nuova testimonial ripolese. A sostenere la causa della fondazione che promuove la cura dei bambini affetti da malattie oncologiche direttamente nel loro Paese è ora la campionessa mondiale di judo master, Lucia Assirelli.

Assirelli è salita sul gradino più alto del podio del 9° Campionato Mondiale Master che si è svolto ad Olbia dal 30 settembre al 3 ottobre 2017: “Un risultato che ho tanto desiderato, che mi era sempre sfuggito, per poco, negli anni precedenti. L’emozione è stata tanta, quando ho capito di aver vinto la finale sono saltata al collo al mio allenatore”, ricorda sorridendo l’atleta.

La judoka racconta volentieri che a questo sport è stata iniziata alla scuola di judo di Bagno a Ripoli, aveva nove anni, le prime vere gare le ha conosciute a 13 anni fino alla cintura nera, arrivata a 18 anni, e ai risultati più soddisfacenti fino al terzo posto ai campionati italiani. Poi un incidente e il lavoro l’avevano allontanata dal tatami.

Anni dopo, accompagnando il bambino di un’amica a fare judo, qualcosa si è risvegliato in lei. “Avevo 50 anni e per il judo erano arrivate le gare master, una bella novità per chi dopo i 40 anni ha ancora voglia di mettersi alla prova”.

Assirelli ha iniziato allora a girare l’Europa e il mondo per partecipare ai diversi campionati, Parigi, Praga, Amsterdam, Siviglia, Miami, Abu Dabi: “L’approccio alla gara è diverso rispetto alle competizioni giovanili, ci si avvicina all’agonismo con un’altra testa, con meno foga, si è più attenti a proteggersi e si crea anche un clima bello con gli avversari, ci si diverte di più in gara e fuori”, racconta Lucia.

L’impegno resta invece lo stesso, l’organizzazione degli allenamenti, l’attenzione alla dieta, ad esempio, e le soddisfazioni arrivano, eccome, come l’oro sfiorato per sei anni e portato a casa finalmente da Olbia. “La passione è ancora tanta, nonostante gli acciacchi – sorride Lucia – la bellezza del judo resta, è uno sport che ti fa conoscere quali sono i tuoi limiti e ti insegna a superarli. Ti dà la capacità di superarli. Ed è una cosa che non si fa da soli, ma attraverso uno scambio intimo e profondo con gli altri”.

Uno sport “divertente” per Lucia ma anche uno sport che restituisce una sicurezza che fa bene, soprattutto a una donna: “Non ho mai dovuto utilizzare quello che so fuori dal tatami, ma sapere come difendersi in caso di bisogno fa stare bene”.

Lisa Baracchi

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