da sinistra Manganelli, Zepponi e Pozzi

GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – La determinazione nello sguardo e nelle parole. Nicola Pozzi è prontissimo al suo esordio ufficiale sulla panchina del Grassina.

Che sia Eccellenza o Serie D (si saprà soltanto la prossima settimana, in tempi strettissimi sull’avvio del campionato), cambia poco per chi ha sposato la causa rossoverde con grande convinzione per cominciare la propria carriera da tecnico: “Essere scelti è un privilegio e una responsabilità. E la responsabilità ti dà adrenalina. Porto qui la passione immensa che ho per questo sport, dopo esser stato costretto a smettere di giocare per i troppi infortuni”.

Poi si sofferma sulla scelta di partire dal basso: “Questo è il calcio vero, la vera palestra e la vera gavetta per capire se si è all’altezza di fare l’allenatore. Le dinamiche sono le stesse della Serie A, ma paradossalmente in Serie A certe cose sono più semplici, perché ci sono altre strutture e altre disponibilità. Qui una società fa sacrifici e chiede risultati. Gli allenatori più solidi che conosco sono partiti da queste categorie. Questo per me è un esame e lotterò con tutto me stesso per superarlo”.

La sua idea di calcio: “Sono i giocatori a determinare la direzione che deve prendere un allenatore e non viceversa. Il dominio del gioco che ha la nostra Nazionale non sarebbe pensabile in un campionato come il nostro. Bisogna adattarsi alle situazioni e ai giocatori a disposizione”.

Il suo approccio: “Dieci allenamenti sono pochi per conoscere una squadra. Soprattutto i giovani hanno alti e bassi fisiologici di giorno in giorno. Quello che ho chiesto ai giocatori fin da subito è quello che chiedo anche a me stesso: darsi ogni giorno un obiettivo e provare a centrarlo. Adesso il nostro primo obiettivo deve essere quello di farci trovare pronti per la prima partita del 3 ottobre. Il derby con l’Antella? A Genova ne ho giocati tanti di derby e so cosa sono. Non sono partite come le altre ma valgono lo stesso tre punti. Al derby dobbiamo pensare solo la settimana prima del derby, quando prepariamo la partita”.

Soddisfatto il presidente Tommaso Zepponi della scelta fatta: “Mi ha convinto la sua voglia immediata di venire a Grassina, a prescindere dalla categoria. Ha determinazione e volontà, voglia di fare e dimostrare. Credo che ci sia volontà reciproca di divertirci insieme e più a lungo possibile. Così come sono felice della scelta di Manganelli come direttore sportivo, un dirigente capace che ha sposato la nostra politica e il nostro progetto e che sa lavorare coi giovani. C’è sempre stata stima reciproca e finalmente lavoreremo insieme. Dopo la retrocessione c’era bisogno di ripartire cambiando e riorganizzandoci, allestendo una formazione giovane e motivata per provare a tornare in Serie D il prima possibile”.

Sorrisi anche per Massimo Manganelli: “Era destino che prima o poi col Grassina ci incrociassimo e destino ha voluto che fosse proprio in queste circostanze. Vorrei lasciare un segno qui, costruire una squadra che duri a lungo: che, con pochi ritocchi di anno in anno, possa crescere nel tempo”.

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