PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – La difficile situazione delle società sportive alle prese con la seconda ondata della pandemia. Ne parla, in una lunga intervista sul sito della società, il presidente del Belmonte Leonardo Guidotti.
“Purtroppo vivere e convivere con gli effetti di una pandemia si è rivelata un’esperienza devastante a tutti i livelli ed estremamente complicata da gestire – spiega – Come Belmonte abbiamo investito economicamente in tutto quanto ci è stato richiesto dai protocolli sanitari (accessori, sanificazioni ecc.) per proseguire l’attività pur in un contesto di totale assenza di introiti. Come tutti sanno finchè abbiamo potuto garantire il prosieguo delle attività abbiamo fatto la nostra parte per venire incontro alle esigenze della nostra meravigliosa comunità di tesserati, genitori e simpatizzanti. E comunque come società abbiamo ritenuto di essere obbligati moralmente a fare una scelta di responsabilità civica e necessaria di fronte allo scenario drammatico dei nuovi contagi e per evitare inutili rischi sia per i nostri ragazzi sia per il nostro staff. Credo che adesso occorra che tutti facciano la propria parte pur nella consapevolezza che ci stiamo privando di un’emozione”.
“Impianto chiuso e casse vuote – entra poi nel merito – Il problema principale riguarda la sopravvivenza economica che ci accomuna a tutte le altre società dilettantistiche. Ci tengo a fornire un dato concreto. Belmonte senza gli introiti della stagione primaverile (biglietterie dei campionati, biglietterie dei tornei estivi, incassi mancati del bar ed iniziative collegate, incasso della nostra Festa della Birra che che non si è tenuta a fine giugno, incassi del Torneo della Befana che non si terrà a fine anno) chiuderà il 2020 con una perdita stimata di circa 80.000 euro. Una cifra enorme sapendo che era destinata all’autosostentamento della società (pagamento del mutuo, utenze luce-gas-acqua, rimborsi ecc. ecc). Quindi è evidente che tutte le istituzioni sia politiche (comuni, regioni, stato) che sportive (Coni, FIGC) dovranno mettere in campo parecchie risorse perchè se crollano le società dilettantistiche verrà meno un punto di riferimento per le famiglie e l’alternativa per i ragazzi sarà la strada”.
“Certo che molto spesso mi assale la tristezza nel vedere il nostro bellissimo impianto vuoto e silenzioso e l’assenza degli appuntamenti del fine settimana – prosegue – Per un’attività di volontariato come la nostra, vedere i ragazzi giocare e noi dirigenti organizzare la nostra vita in funzione di un nostro ed un loro divertimento è una delle più belle soddisfazioni che si possono provare. Però è necessario gettare il cuore oltre l’ostacolo. Voglio rassicurare tutti che non molleremo e non appena le condizioni lo permetteranno riprenderemo l’attività. Anche perchè posso anticipare che nei primi mesi del 2021 inizieranno i lavori per la realizzazione del campo sussidiario in erba sintetica. E quindi chiedo a tutti di avere pazienza perchè torneremo a divertirci, più forti di prima e in un impianto migliorato ulteriormente”.
Poi due parole sul poco calcio giocato: “Sinceramente l’esiguo numero di partite disputate mi impedisce di fare una valutazione. In alcuni campionati siamo partiti bene, in alcuni forse meno soprattutto dove i gruppi erano rinnovati e quindi ancora alla ricerca dell’amalgama e della comprensione delle richieste dei mister. E comuque gli allenamenti distanziati ed individuali sono l’antitesi del calcio e quindi a maggior ragione preferisco sospendere qualsiasi altro giudizio su quello che avrebbero potuto fare le nostre squadre in condizioni normali. A questo proposito sono molto curioso di capire come la Figc intenderà gestire questa stagione visto che l’emergenza sanitaria ha scombinato completamente i format decisi e ad oggi non mi sembrano avere le idee chiare sull’argomento”.
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