un'immagine di Pomezia-Grassina

FIRENZE – E’ bastato annunciare le prime decisioni sulla Serie D (in attesa di ratifica in sede di consiglio federale a inizio giugno) e già si preannunciano i primi reclami.

Anche se il Governo, via decreto, ha reso più difficile la strada dei ricorsi sportivi, ci sono già diverse realtà sul piede di guerra: specie tra le retrocesse, visto che la decisione di far scendere le ultime 4 di ogni girone in Eccellenza ha preso in contropiede diverse società.

E appunto si invocano già i ricorsi. Lo fanno i sardi del Budoni che, scrivono, “intraprenderanno tutte le azioni necessarie per tutelare i propri interessi”.

Ma c’è polemica anche a Nardò. L’amministratore delegato dei leccesi Antonio Vincenti dichiara: “L’AC Nardò non molla e percorrerà tutte le strade possibili-anche quella di una Interrogazione Parlamentare-per la tutela e la conservazione della categoria che, non dimentichiamolo, la vede al primo posto per blasone e numero di campionati disputati e che nel percorso del campionato stava assolutamente meritando. Ci sentiamo defraudati alla pari di altre squadre con le quali uniremo le forze per questa battaglia di civiltà, di morale, di etica, umana e giuridica”.

Sulla stessa linea il Città di Anagni: “È scontato che presenteremo ricorso perché lo dobbiamo a noi stessi, a tutti i tesserati che con grande sacrificio credono e portano avanti questo modello di società. Lo dobbiamo alla nostra città, alla nostra gente, ai nostri sostenitori, ai nostri sponsor e soprattutto ai nostri figli e/o giovani atleti perché non possiamo assolutamente far passare il messaggio che il nostro sport sia dominato da poteri ingiusti e da decisioni assolutamente non democratiche. Il campionato era da annullare, senza promozioni e senza retrocessioni in Serie D, discorso valido anche per le categorie minori. Non lasceremo nulla di intentato per far valere le nostre ragioni e agiremo in tutte le sedi”.

Ma anche nel girone E, quello di Grassina e San Donato Tavarnelle, non mancano le polemiche. Il Pomezia non manda giù la possibile retrocessione. Il patron Alessio Bizzaglia alza la voce: “Tre anni di sacrifici non possono essere gettati via così! Questa decisione é un vero e proprio abuso di potere, ma a noi presidenti chi ci pensa?”.

Sempre nel girone E, riguardo alla promozione del Grosseto, il vulcanico presidente del Monterosi Luciano Capponi ironizza: “Ma siamo sicuri? Non posso essere d’accordo con questo verdetto. Mi auguro che la legge, che poi è sempre un tritacarne di elaborazione, assomigli un po’ di più ad una parola che ormai è diventata blasfema”.

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