GALLUZZO (FIRENZE) – La regular season di Promozione sarebbe stata conclusa già da un paio di settimane. Invece gli interrogativi sono sempre tanti sul futuro dei campionati.
Intervistato da Simone Rossi per i social ufficiali della società gialloblù, il mister del Galluzzo Claudio Morandi racconta il suo momento da allenatore… in attesa di comunicazioni ufficiali.
“La quotidianità è totalmente cambiata rispetto al periodo antecedente l’emergenza – racconta – Le nostre vite sono completamente stravolte, sono subentrate problematiche di ogni genere dal profilo economico, al profilo mentale per passare dai rapporti interpersonali. La situazione va ad intaccare le corde più deboli dei vari caratteri e dopo un mese mezzo abbiamo tutti perso purtroppo un po’ delle nostre sicurezze. A livello sportivo, grazie alla tecnologia, riusciamo a tenerci in contatto con tutti i ragazzi attraverso telefonate, videochiamate o messaggi. Inizialmente con il preparatore atletico abbiamo fornito ai giocatori un programma da seguire. Tuttora tre volte a settimana i ragazzi si ritrovano in videochat per continuare gli allenamenti all’interno delle proprie abitazioni”.
Poi uno sguardo alla stagione: “Se andiamo ad analizzare il percorso della passata stagione dove lottavamo per il vertice e questa stagione, potrei trovare molteplici fattori e nascondermi dietro molteplici scuse. Quest’anno fino a prima di questo stop abbiamo fatto molto meno delle nostre potenzialità e questo è un dato di fatto che va sottolineato con obiettività e sincerità”.
Quindi l’orizzone si allarga ai modelli e ai progetti per il futuro: “Il calcio che viviamo noi è un po’ lontano dai valori delle realtà professionistiche. Diventa difficile quindi trovare una fonte di ispirazione, ma se volessi allargare la mia visione del calcio potrei rispondere dicendo che a livello professionistico ho grande stima per il lavoro che sta portando avanti De Zerbi con il Sassuolo con gioco innovativo, una manovra che riparte sempre dal basso assumendosi a volte anche qualche rischio. Mettere in pratica le sue idee nella nostra realtà è sicuramente più complicato, ma seguendo certi concetti la speranza è quella di poter arrivare a improntare la squadra con una identità ben definita. Purtroppo per ragioni ovvie non possiamo giocarci queste ultime cinque giornate e credo che a questo punto sia giusto dire che è impensabile e non corretto poter finire la stagione dopo una sosta così lunga e in una situazione difficile da gestire anche sotto il profilo ambientale”.
“In questo momento la priorità è quella di ritrovarsi quanto prima insieme – prosegue – cercare di ritrovare il gusto di giocare a calcio e credo che questa sia l’unica alchimia che può portare a un beneficio. Sarebbe, tra l’altro difficile, mettere sul campo tatticismi e preparazioni tecnico-fisiche per una squadra che gioca a calcio esclusivamente per divertimento anche se è doveroso riconoscere gli ingenti investimenti della nostra Società”.
“Se mi chiedete quale sia la soluzione migliore per completare la stagione che era in corso – conclude – personalmente credo che la stagione sia da ritenersi conclusa! Sono stati fermati tanti sport professionistici e di caratura internazionale, non vedo pertanto come si possa riprendere un campionato dilettante. Ovviamente tutto questo porterà a delle decisioni difficili per coloro che devono stilare una classifica premiando una società e retrocedendone un’altra che magari aveva ancora i margini per potersi salvare.
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