Manor Solomon (foto ACF Fiorentina)

FIRENZE – “Non sei il benvenuto a Firenze: è stato appena ufficializzato l’arrivo del calciatore israeliano Solomon alla Fiorentina. Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina”.

Poche righe, scritte sui propri canali social dall’assessore del Comune di Sesto Fiorentino Jacopo Madau, hanno scatenato ieri, venerdì 2 gennaio, una vera e propria bufera.

Al centro c’è il neo acquisto della società viola, Manor Solomon, israeliano. Arrivato in città e già sottoposto alle visite mediche.

Una presa di posizione, quella di Madau, che ha subito raccolto la replica di Marco Carrai, grevigiano, console onorario d’Israele per Toscana, Emilia Romagna e Lombardia.

“Trovo gravissime – dice Carrai – le parole dell’assessore del Comune di Sesto fiorentino Jacopo Madau che in un post sui social network dichiara non gradito l’arrivo alla Fiorentina del giocatore israeliano Manor Solomon”.

Marco Carrai

“Per fortuna – aggiunge Carrai – Firenze, città di Pace e di accoglienza, ha valori universali più grandi di queste disgustose parole. Chi parla di pace e dichiara non gradite le persone, è al pari, in linea di pensiero, di coloro che spingevano nei forni crematori gli ebrei ritenendosi innocenti e con la coscienza pulita solo perché avevano ricevuto l’ordine di farlo”.

“Mi auguro che tutti – conclude Carrai – nessuno escluso, prendano le distanze da queste inumane parole, foriere di odio”.

Oggi, sabato 3 dicembre, è arrivata anche la lunga riflessione, sempre espressa sui propri canali social, di Madau. Che subito precisa: “Nonostante minacce e attacchi vergognosi nemmeno mezzo passo indietro”.

“Ho manifestato il mio disappunto – ricostruisce – per il fatto che un calciatore che ha sempre sostenuto pubblicamente Netanyahu indossasse la maglia della squadra della mia città. Si è scatenato un polverone”.

“Ovviamente – precisa – fa impressione doverlo rimarcare, il tema non è legato alla nazionalità come è stato riportato falsamente da alcuni media per attaccarmi, bensì al sostegno alle politiche genocidarie israeliane”.

“Non sono mancati messaggi estremamente offensivi – aggiunge Madau – e pure qualche minaccia di morte rivolta a me e alla mia famiglia, sia sui social che sulla mail istituzionale”.

“Il console onorario di Israele Marco Carrai – precisa Madau – ha detto che “chi dichiara non gradite le persone, è al pari, in linea di pensiero, di coloro che spingevano nei forni crematori gli ebrei”, Il Giornale non perde l’occasione per definirmi antisemita, Del Debbio in un articolo su La Verità invita la sindaca ad inviarmi a Gaza “per togliermi dalle palle”. Pagine di alto giornalismo”.

“In generale invece – dice ancora Madau – chi utilizza toni più pacati mi chiede di tacere perché la politica non deve entrare nello sport”.

“Qua – ribadisce l’assessore sestese – non si sta parlando di politica intesa come destra e sinistra: il tema è la civiltà, i diritti umani e soprattutto attribuire allo sport non solo un significato che si ferma a ventidue persone che rincorrono una palla, ma che tocca anche valori etici e sociali”.

“Quindi – conclude lo torno a dire con pacatezza e rispetto, ma anche con nettezza: chi sostiene il governo genocidario di Netanyahu per me non il è benvenuto”.

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