Avete voglia di camminare ma fa già un po’ caldo?

Vorreste andare a fare una passeggiata in montagna ma non volete fare un viaggio di due ore in auto?

Vi capisco… ecco perché in questo periodo dell’anno a me piace andare sul Monte San Michele, la montagna più alta del Chianti, con i suoi 892 metri.

Questa è davvero la migliore stagione per salire fino sulla vetta dove ci si può rilassare al fresco che regalano i bellissimi boschi di abeti e sui prati del rifugio.

Vi consiglio un bel giro ad anello che di seguito vi spiego. Poi come sempre aggiungerò delle informazioni che potranno rendere più interessante il vostro cammino.

Lasciate la macchina a Lamole, pochi chilometri dopo Greve in Chianti. Accanto al bar-ristorante troverete uno stradello che sale.

Incrociata la strada asfaltata prendete a sinistra e, dopo poco, ancora a sinistra troverete la segnaletica escursionistica che vi indicherà il sentiero per Monte San Michele. La salita alla vetta è molto bella tra vigneti storici e boschi di castagni.

Arriverete, dopo un’ora di cammino circa ad un incrocio dove dovete andare a sinistra e poi prendere la strada che va dritta.

Sempre tutto ben segnato con cartelli di legno e segnaletica CAI. Da qui la strada si fa ampia, a tratti pianeggiante, sempre all’ombra del bel bosco.

In breve arriverete al rifugio, al laghetto e alla suggestiva chiesetta dedicata a San Michele.

Per i più curiosi potrete fare una variante e salire fino sulla cima della montagna dove troverete le poco suggestive antenne dei ripetitori radio e tv, un curioso cippo che segna il confine tra le province di Firenze, Siena, Arezzo e aree per il barbecue. Da qui vedrete un bel panorama su tutto il Valdarno e sul Pratomagno.

Il rifugio, bar e ristorante, in questa stagione è sempre aperto e potrete così rifocillarvi di “beni di conforto”, un buon panino, un gelato, un caffè.

Quassù, a quota 860 metri, è molto bello rilassarsi sui prati con il canto dei grilli godendo di un meraviglioso panorama sul Chianti che si espande quasi fino al mare. Difficile prendere il coraggio di ripartire.

Per concludere l’anello prendete il grande sentiero che parte dal cancello dell’area del parco e del rifugio (se non lo vedete, chiedete!).

Dopo poche centinaia di metri di discesa, troverete un pratone e prendete subito a destra, sentiero CAI 28 per il borgo di Casole.

Da qui al borgo è tutta discesa senza difficoltà e troverete le indicazioni che vi condurranno, tra bellissimi punti panoramici, antichi stradelli selciati, belle case coloniche, antichi vigneti, fino alla Chiesa dove si incontra la strada asfaltata che, prendendo a sinistra, porta a Lamole.

Questa stagione è davvero bella per camminare in questa zona. I boschi e i prati sono verdissimi. L’aria non è ancora caldissima. Tantissime le fioriture dagli intensi colori e profumi.

Ecco qualcosa da sapere su questi luoghi.

Lamole

Nel comune di Greve in Chianti si trova ad una quota di 600 metri circa. E’ un antico borgo e caratteristico castello.

L’origine del nome potrebbe derivare da “la mole” che sta per grande pietra. Da qui si gode di un bellissimo panorama sulla Val di Greve, sul Chianti, su Panzano, su San Gimignano e oltre.

Il borgo è famoso per i vini e per i vigneti ad alberello coltivati su fazzoletti di terra contenuti da antichissimi muretti a secco che oggi sono patrimonio storico di questo luogo.

Boschi di castagni

Il castagno era chiamato in passato “l’albero del pane” perché il frutto era la base dell’alimentazione delle popolazioni di montagna.

Di questo albero ancora oggi si usa tutto, dai frutti al legname, dai tannini del suo legno al miele che ci regalano le api. Periodo delle fioritura: giugno. Periodo delle castagne: ottobre

Monte San Michele

Con i suoi 892 metri è la vetta più alta della catena montuosa dei Monti del Chianti. Questa montagna divide la Val di Greve dal Valdarno superiore.

La cima è avvolta da boschi di altissimi e profumati abeti e douglasie. Potrete fare un pic-nic piacevole nelle aree per i barbecue.

Oggi questo luogo è un SIC cioè un’ area protetta come “sito di interesse comunitario”. Qui si trova un bel rifugio e una chiesetta molto antica intitolata a San Michele e che nel XII secolo è stata abitato da monaci camaldolesi.

Giaggioli

Lungo il percorso, nelle zone di Lamole e Casole, noterete tante piante di giaggioli, nome scientifico “Iris”.

Questa zona infatti è famosissima per la tradizionale coltivazione di questo fiore.

Qui l’iris, fino dall’ottocento, viene piantato sulle “prode” e nelle “piagge”, sotto gli olivi e nei vigneti e ci regala, tramite la distillazione del bulbo, una pregiatissima essenza che finisce nei profumi più famosi del mondo come Chanel.

Pare che il famoso sentore di violetta che si ritrova nei vini del Chianti Classico derivi proprio dalla vicinanza tra le viti e i giaggioli. Nel mese di maggio la fioritura è spettacolare. Paradiso dei fotografi e ispirazione per poeti.

Troverete in fiore a giugno: ginestre comuni, ginestre dei carbonai, rosa canina, castagno, iperico, timo serpillo“pepolino”, papaveri, lavanda, fiordalisi, clematis vitalba, camomilla, malva selvatica, il rovo di more, trifogli, borragine, cisto, fiordalisi… .

Dati tecnici

  • Escursione ad anello : 13 km circa su facili sentieri e strade forestali e un breve tratto di asfalto – presente segnaletica
  • Difficoltà: facile Dislivello 400 metri in salita
  • Portare acqua e usare scarpe da trekking
  • Camminate con la testa!

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Eleonora Grechi
COLLABORATORE Guida Ambientale Escursionista del gruppo Le Vie del Chianti (www.leviedelchianti.it - leviedelchianti@gmail.com). Su SportChianti cura la rubrica "Camminare in Toscana". Scrive anche per WeChianti (www.wechianti.com)