L’Asia, il suo fascino magnetico deturpato dalla plastica: e quello che posso fare io

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L’Asia è una zona del pianeta che esercita un fascino irresistibile su di me.

Notoriamente terra di gradi contrasti e differenze, mostra anche elementi che accomunano ogni chilometro quadrato della sua superficie: uno è la plastica. Una costante ovunque vai.

Oggi si vedono gli effetti del nostro modo scellerato di condurre l’esistenza anche qui, ma la prima volta che sono stato in India, ormai diversi anni fa, rimasi a bocca aperta. Non credevo ai miei occhi.

Ci sono zone e città il cui livello di inquinamento è inimmaginabile.

Ma più che accusare il popolo asiatico, mi concentro sui danni che un prodotto tutto occidentale sta causando nelle mani di coloro che dall’alba dei tempi vivono secondo il principio per cui ciò che viene dalla terra, torna alla terra. E funzionava benissimo prima dell’avvento di questi polimeri.

Ho iniziato a raccogliere e portar via plastica dai boschi e dalle spiagge molto prima che diventasse un trend (del quale sono felicissimo), ma poco fa ho attraversato un periodo di profonda crisi.

“È inutile, non serve a niente” mi ripetevo nella testa. E più ne vedevo, più ne sentivo, più la voce diventava forte. “Siamo destinati all’estinzione, è solo questione di tempo”.

Probabilmente è vero, non c’è modo di frenare questa folle corsa verso il precipizio.

Poi però il cuore mi ha sussurrato una cosa che mi è piaciuta tanto: diceva “lascia il mondo meglio di come l’hai trovato”.

Quindi ho pensato che non importa se con il mio impegno la situazione cambia. Ciò che veramente conta è fare il meglio che posso, perché solo così ho l’opportunità di render nobile la mia esistenza.

Un fiore non calcola, non si domanda quanto polline potrà spargere in giro in base agli insetti che lo visiteranno, sboccia e basta. E il mondo è un posto migliore di prima.

Una volta ho letto da qualche parte, o forse me lo sono immaginato, che ogni volta che si fa qualcosa di bello, nell’universo si accende una stella, della quale non sapremo mai niente, ma che contribuisce a rendere meraviglioso questo enorme sistema che ci sostiene.

Voglio camminare su questa strada, e vorrei mi accompagnaste anche voi!

Didje Doo

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