Fiato sospeso per Frosali. Trapani in finale playoff, ma i calciatori mettono in mora la società

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Francesco Frosali, in maglia gialla

TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Mentre si gode le meritate vacanze dopo una lunghissima annata iniziata nel luglio 2018, Francesco Frosali non potrà non pensare al suo futuro.

Il capitano del San Donato Tavarnelle infatti, che ha già trovato un accordo con il Trapani, non può certo osservare senza preoccupazione quello che sta accadendo nella società siciliana.

Che dal lato sportivo sta vivendo un momento magico, in finale playoff con la possibilità di salire addirittura in Serie B.

Dall’altro lato però con i calciatori che l’hanno messa in mora ufficialmente: firmare per i siciliani quindi, in questo momento, non è cosa che si fa a cuore leggerissimo.

“Nel corso degli ultimi due mesi  scrivono i calciatori del Trapani in un comunicato ufficiale diffuso dall’Associazione Italiana Calciatori – l’attuale proprietà ha più volte disatteso le promesse relative al regolare pagamento delle retribuzioni. In particolare, sia verbalmente che a mezzo stampa, l’attuale amministratore ci ha illuso con molteplici rassicurazioni in merito, che, alla prova dei fatti, hanno trovato solo tristi smentite”.

“L’apice delle smentite, purtroppo – proseguono – si è raggiunto nella giornata di venerdì 31 maggio (termine, peraltro, indicatoci dall’attuale proprietà per il pagamento delle retribuzioni del mese di marzo e aprile 2019) allorquando, non senza disappunto, abbiamo potuto verificare come solo un piccolo gruppo dei componenti della rosa abbia ricevuto lo stipendio di marzo, rimanendo impagato per tutti quello di aprile”.

“A questo punto – scrivono ancora – stante l’insostenibilità della situazione, tramite l’Assocalciatori, la squadra tutta ha formalmente messo in mora la società al pagamento delle retribuzioni dovute, nelle forme previste dall’art. 17 dell’Accordo Collettivo AIC – Lega Pro – FIGC. Si tratta di un atto necessario e finalizzato alla salvaguardia dei nostri diritti costituzionalmente garantiti, ma, soprattutto, per mettere alla prova, definitivamente, l’affidabilità o meno della società”.

“Ciò nonostante – concludono – come ovvio che sia, il nostro impegno resterà inalterato, se non rafforzato (come già dimostrato contro il Catania), in quanto la nostra passione ci spinge ben oltre le vicende extracalcistiche. Lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre famiglie, ai nostri meravigliosi tifosi e ad una città intera! Questa è la nostra favola… scriviamo tutti assieme il lieto fine”.

P.M.

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