Salvezza Grevigiana. Il racconto del n.1 Innocenti: “L’orgoglio di un’impresa per nulla banale”

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il selfie che racconta tutta la gioia per la salvezza dopo il play-out con il Cerbaia

GREVE IN CHIANTI – Alla fine è stata salvezza al 120′ del play-out, grazie alla miglior posizione in classifica rispetto al Cerbaia.

La Grevigiana ha festeggiato così un traguardo soffertissimo eppure fortemente voluto.

E all’indomani dell’impresa gialloblù il racconto di questa annata la fa proprio uno dei protagonisti, il portiere Fabrizio Innocenti, scrivendo righe che trasudano di passione.

A lui la parola.

“La storia della Grevigiana è una storia semplice, eppure non è facile da raccontare”.

Parafrasare le parole di mister Davide Nicola, alla vigilia di Crotone-Lazio (che sancì due stagioni fa la miracolosa salvezza della squadra calabrese), a quest’ora diventa pressoché inevitabile.

La nostra di storia non è così distante da quella di quel Crotone. È una storia che, un po’ tutti, fra gli addetti ai lavori, conoscono.

Estate 2018. Mister Martelloni approda a Greve in Chianti portandosi dietro alcuni buoni giocatori, caricando l’ambiente di legittime aspettative. Tuttavia l’incastro sperato non si crea. I risultati scarseggiano e i pochi punti conquistati appaiono oro colato.

A dicembre, alla vigilia della delicata trasferta di San Clemente (12^ di andata), siamo ultimi con la peggior difesa e col maggior numero di sconfitte fra le squadre del girone.

Martelloni viene esonerato e con lui se ne vanno il preparatore atletico e quattro di quei giocatori che lo stesso mister si era portati dietro. Ancora un caso di calciatori maggiormente dediti alla causa del proprio mister, piuttosto che a quella dei colori di cui sono a difesa e soprattutto dei compagni con i quali si sono trovati a correre e sudare.

Personalmente, per il poco che può valere, non ho mai pensato di scappare in quei giorni di burrasca. Eppure figuratevi se non voglio bene a Martelloni (anch’io tecnicamente ero uno dei “suoi” giocatori), col quale due stagioni fa abbiamo conquistato una storica Promozione con l’Olimpia Palazzolo.

Ma questo campionato stava seguendo un altro tipo di copione e le responsabilità di quella situazione erano di tutti. Quando sei in difficoltà il passato non conta e se hai carattere devi darne conferma con i fatti.

Capitolo secondo. I giocatori della nuova Grevigiana targata Marco Guidi hanno parlato molto poco e fatto tantissimo. Dal mio punto di vista è stato un orgoglio rimettersi in gioco, rischiando concretamente di retrocedere, con una squadra giovanissima, per cui, per certi versi inevitabilmente, anche un po’ acerba.

Siamo stati bravi, perché nonostante che non abbiamo goduto di alcun occhio di riguardo da parte degli avversari, la giovanissima Grevigiana rifarà la Prima Categoria anche la prossima stagione. Come un campionato vinto? No, quello resta del Certaldo e gli rinnovo i meritati complimenti.

Certo è che anche l’impresa della piccola grande Grevigiana non deve essere sottostimata. È la salvezza di una società passionale, guidata dal capace presidente Massimiliano Coppi e da una dirigenza, capeggiata da Danilo Mariani, allineatissima per il bene dei propri calciatori, che siano di Greve, ma non solo.

È la salvezza di mister Guidi, per lui parla il campo più di ogni altra parola. Mi limito a manifestargli pubblicamente tutta la mia gratitudine, dato che si è rivelato un grande uomo, prima che un bravo allenatore.

Ma questa salvezza è anche del nostro preparatore dei portieri Francesco Consigli, per non parlare dei calciatori.

Su tutti (perché TUTTI sarebbero degni di lode) reputo doveroso menzionare i gemelli Anichini (due ’99 dei quali sentirete parlare), Tommaso Catarzi, Christian Clementi (compagno di reparto eccezionale) e Gregorio Mariani, partito ai nastri di partenza per fare il gregario dei gregari e che invece si è rivelato un’arma in più per la nostra cavalcata.

E poi non posso non citare Guerrini, Miceli e Salsi, con i quali il tempo condiviso quest’anno, in campo e fuori, è stato di natura incommensurabile.

Adesso non credo sia così importante sapere cosa accadrà nella prossima stagione. Quello che conta è l’insegnamento che la Grevigiana ha saputo dare a se stessa e magari a qualche appassionato di sport e di storie come queste, intrise di resilienza e perseveranza. Storie che, a loro modo, possono lasciarci qualcosa.

A me Greve ha solcato il cuore, questi ragazzi mi hanno inciso un ricordo bellissimo. Siamo stati un corpo solo che, in mezzo a mille tempeste, sudava ripetendosi: “Stiamo facendo qualcosa di grandioso, ma se non ci salviamo non rimarrà niente”.

Avevamo ragione di crederlo, perché il calcio, purtroppo o per fortuna, è spietato. Sorridiamo ragazzi. Ce l’abbiamo fatta.

Lealtà ed amicizia hanno trionfato su gufi, umiliazioni e avversità di ogni natura. Abbiamo dimostrato che annate disastrate possono essere, alla fine dei conti, tutto fuor che disastrose. Siamo stati un esempio per noi stessi e, da una stagione del genere, che potevamo chiedere di più?”

Fabrizio Innocenti

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